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Dicembre 2019

Anif e Studio Sarcc, da Roma l’allarme sul futuro dello sport: “a rischio settantamila associazioni”

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Roma- “E in atto una campagna mediatica tesa a demonizzare il mondo sportivo dilettantistico “. E’ questo il grido di allarme lanciato il 18 dicembre u.s. da Giampaolo Duregon – Presidente di ANIF-EUROWELLNESS, ASSOCIAZIONE NAZIONALE PER LO SPORT E PER IL FITNESS – nel corso del suo appassionato intervento sostenuto nel Convegno sul nuovo codice della crisi aziendale organizzato ieri dallo Studio SARCC del dottore commercialista Lamberto Mattei, partner di ANIF.

La campagna diffamatoria, prosegue Duregon, descrive un sistema – in verità regolamentato, è bene rammentarlo, a norma di LEGGE – creato per favorire l’evasione fiscale.

Tale inconcepibile posizione mette ovviamente in seria crisi l‘intero mondo dilettantistico, costituito da oltre 70000 Associazioni/Società Sportive Dilettantistiche riconosciute dal CONI ed iscritte in un apposito Registro che l’Ente trasmette per legge annualmente all’Agenzia delle Entrate, che opera legittimamente, con crescenti difficoltà, all’interno di un quadro legislativo speciale di seguito meglio indicato.

Tali Organismi accolgono circa 20 milioni di cittadini, appartenenti a tutte le fasce di età, tutti tesserati alle Federazioni Sportive Nazionali e/o agli Enti di Promozione Sportiva e alle Discipline Sportive Associate.

Sono questi seguiti da tecnici preparati pagando una quota di frequenza non rilevante, di entità analoga al costo, per lo Stato, di un giorno di ospedalizzazione in una Unità Ospedaliera pubblica.

“Gli approfondimenti su queste tematiche – ha affermato il dottor Lamberto Mattei – costituiranno un motivo in più per profondere impegno concreto e determinato nel corso dell’anno 2020. Abbiamo il dovere di intervenire e respingere ogni tipo di campagna informativa che lede l’immagine sana del comparto dilettantistico. Come partner di Anif abbiamo inoltre il dovere di intervenire con proposte di soluzione a livello economico finanziario riguardanti l’intero comparto”.

La sindrome del debito, è la malattia del terzo millennio. Il commercialista Lamberto Mattei (Sdebitalia): “servono nuove leggi nel 2020”

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Roma – Con la fine dell’anno è tempo di bilanci ed i conti nel contest debitorio non tornano affatto. Purtroppo sono 16 milioni le persone segnalate nelle centrali rischi interbancari le probabilita’ di rapporti al limite dell’ usura tra banche e clienti purtroppo stanno diventando molto alte. Fatti allarmanti che comportano spesso  ricadute psicofisiche molto gravi sull’indebitato vittima di usura finanziaria.
L’analisi su cui il dottore Commercialista Lamberto Mattei tesoriere di Sdebitalia pone l’attenzione è molto importante ed è strutturata su più fronti. “I dati che si riscontrano – spiega Mattei – sono allarmanti e ci portano per il prossimo anno ad intraprendere una azione ancorpiù incisiva. Servono nuove leggi e tutele sia di natura economico finanziaria ma anche di supporto consultivo assistenziale. Molte persone cadono in uno stato di prostrazione non sapendo a chi rivolgersi. Noi come organizzazioni dobbiamo quindi incentivare anche la comunicazione su questi fronti per portare a conoscenza di tutti anche e soprattutto attraverso i social media ed i giornali, gli effetti, le cause che generano tali problematiche. Anche le istituzioni, la poltitica deve fare la sua parte con un impegno maggiore, prescidendo dalle appartenenze partitiche”:
E su questo tema spunta una nota diramata dal noto psicologo Gilberto Di Benedetto che di seguito riportiamo: “
“La “sindrome del debito ingiusto” dell’imprenditore: un dramma emerso “grazie” alle conseguenze sulle persone di politiche bancarie che ignorano la propria responsabilità pubblicistica. Ma, che le banche non siano la punta dell’iceberg?! Fisco e ricorso al credito illegale quanto pesano?
La sindrome del debito ingiusto è stata inquadrata fra le malattie del III millennio da uno studio realizzato dal Prof. Vento, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Mobbing – Bossing in collaborazione con lo psicologo  Gilberto Di Benedetto. La patologia colpisce gli imprenditori in difficoltà ed i sintomi vanno da un forte esaurimento che può degenerare in “delirio di rovina” a disturbi cardiocircolatori finanche all’eccesso di alcol e fumo oppure ancora la totale asocialità.
Fatto di rilievo è che la sindrome del debito ingiusto crea anche alterazione della memoria e incapacità di concentrazione, due fattori fondamentali per l’imprenditore nello svolgimento della sua attività. il pronto soccorso del debitore   è costituito da un team di legali, psichiatri, psicologi e imprenditori coordinati dall’Avv. Luigi Fratini  e al fine di poter prefigurare cause collettive contro le banche per danni biologici, ha commissionato al Prof. Vento uno studio sulle potenzialità di tale intuizione. Quello che è emerso è che la sindrome del debito ingiusto è a tutti gli effetti una patologia. Ma il dramma sostanziale risiede nel fatto che il fenomeno non è circoscritto a casi che riguardano singoli individui, caso che seppur grave, sarebbe “controllabile”. Qui il dramma è di natura collettiva e bene è stato illustrato dal Dott. Di Benedetto: “Si toccano le iniziative imprenditoriali degli italiani, scoraggiando lo spirito d’iniziativa di ardimentosi che si sono ritrovati con il conto corrente in rosso”.
La terapia messa a punto è costituita da ansiolitici e antidepressivi. Nei casi in cui sussistono componenti deliranti si aggiungono neurolettici e ipnotici contro l’insonnia. In tutti i casi, la terapia farmacologica deve essere coordinata con un ciclo di psicoterapia che serve a riordinare i rapporti sociali con la famiglia e con il resto della società.
Fin qui abbiamo descritto il fenomeno della sindrome del debito ingiusto nei suoi casi “positivi”. Cosa di peggio? Infarto e suicidio. La sindrome del debito ingiusto, quando deriva di situazioni di drammi che l’imprenditore considera insormontabili, può arrivare a “pagare i debiti” prima nella gestione delle cose, della famiglia dei rapporti sociali e poi, a volte, anche con la vita… La “sindrome del debito ingiusto” dell’imprenditore: è emerso “grazie” alle conseguenze sulle persone di politiche bancarie che perseguono il profitto finanziario fino al punto di ignorare la responsabilità pubblicistica che gli è propria. Ma, che le banche non siano soltanto la punta dell’iceberg?! Le politiche fiscali cosa generano? Il conseguente ricorso al credito illegale cosa crea? Queste e altre mille domande troverebbero risposta e soluzione se chi ne è causa aderisse al proprio ruolo e si assumesse le proprie responsabilità”.

Economia, risultati straordinari per il Co.fi.san, il direttore Pappalardo ringrazia il commercialista Lamberto Mattei

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Catania – Per l’importante attività del Consorzio Fidi Sanitario il bilancio è estremamente positivo. Un anno da incorniciare lo definisce il quotidiano “La Sicilia” che nel giornale di oggi dedica l’apertura alla prima pagina di economia domenicale. Nel corso della elencazione delle positività il direttore generale Andrea Pappalardo, ha espresso ringraziamenti poichè i risultati raggiunti sono stati possibili grazie ad uno staff d’eccellenza. In particolare Pappalardo ha rivolto i suoi apprezzamenti al dottore commercialista Lamberto Mattei per il suo proficuo lavoro che ha consentito per la sua competenza, unitamente agli altri professionisti citati, i risultati impensabili per i tempi correnti. “La gratificazione del direttore Pappalardo – afferma il dottor Lamberto Mattei – e l’ottimale situazione del Consorzio ci ripagano del nostro impegno profuso, si è potuto operare in un clima di fiducia costruttiva e questo è il metodo giusto per crescere anche in un periodo critico come quello che si sta vivendo, segno che la forza di squadre dirigenti formate da persone competenti e coordinati verso specifici obiettivi può dare grandi risultati. Auguro al Consorzio Fidi Sanitario un proficuo lavoro, e continuerò a svolgere il mio ruolo con crescente passione e dedizione per il bene della struttura”.

Co.Fi.San. è specializzato nel settore sanitario. È uno strumento di mutualita’ reciproca e solidale che attraverso un fondo rischi ha lo scopo di offrire ai soci le migliori condizioni di accesso ai finanziamenti. Opera inserendosi nel rapporto tra Banca e Struttura Sanitaria attraverso la stipula di apposite convenzioni con gli Istituti di credito e offrendo garanzie collettive alle Strutture Associate.

Il nuovo codice della crisi, rischi ed opportunità, convegno a Roma organizzato dal commercialista Lamberto Mattei

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Roma – C’è grande attesa per un interessante convegno organizzato e promosso dal dottore commercialista Lamberto Mattei – Studio Associato Sarcc di Roma.  L’appuntamento è presso la Camera dei Deputati il giorno 18 dicembre 2019.
“Il nuovo codice della crisi – rischi e opportunità per l’imprenditore e ristrutturazione aziendale” è il tema dei lavori che saranno trattati.
All’interno del Convegno l’ANIF – Eurowellness sarà presente e interverrà con il Presidente Duregon
che tratterà in particolare le seguenti tematiche:
−Problemi causati al settore dei centri sportivi italiani dall’evoluzione interpretativa ed applicativa
dell’Art. 4, comma quarto, D.P.R. n. 633/1972 nell’ambito dell’esercizio delle attività c.d.
“Istituzionali” delle Società Sportive Dilettantistiche, in particolare si intenderà aprire un focus
sulla corretta distinzione fra attività sportive esercitate con modalità commerciali ed attività
sportive definibili de-commercializzate in quanto annoverabili fra le attività esercitate da
“organismi” non lucrativi con fini esclusivamente istituzionali per effetto della vigenza dell’art.
90 Lg. n. 289/2002;
− Sintesi problemi causati dall’evoluzione interpretativa ed applicativa dei modelli di gestione dei
rapporti fra Associazioni Sportive /Società Sportive Dilettantistiche (ex art. 90. Lg. n. 289/2002) ed
i “Collaboratori Sportivi” (percettori dei compensi ex art. 67, comma 1 lett. m), del TUIR e D.Lgs. n.
81/2015), dalla nota Min. Lav. del 21 febbraio 2014 prot. n. 4036 e Circolare n. 1 del 2016 dell’I.N.L.,
avente ad oggetto: “società ed associazioni sportive dilettantistiche – vigilanza – indicazioni
operative”, ai giorni nostri;
− Focus: “Registro C.O.N.I. 2.0” – strumento fondamentale per confermare definitivamente “il
riconoscimento ai fini sportivi” delle associazioni/società sportive dilettantistiche, già affiliate alle
Federazioni Sportive Nazionali, alle Discipline Sportive Associate ed agli Enti di Promozione
Sportiva.
− Impianti Sportivi: brevi cenni sella evoluzione applicativa ella normativa IMU – TASI in merito alle
aree dedicate dalle Associazioni e/o Società Sportive dilettantistiche, in maniera promiscua ad
attività istituzionali ed attività esercitate con modalità commerciali. Criteri di individuazione della
quota di proporzionalità.

Accrediti:

RSVP studiosarcc@studiosarcc.it

Specifiche del convegno:

Roma – Camera dei Deputati – Sala del Refettorio – Palazzo San Macuto

Via del Seminario, 76 – 00186 Roma

18 dicembre 2019

Accreditamento ore 14.00

Orario: dalle 14.15 alle 18.30

 

Titolo: “Il nuovo codice della crisi – rischi e opportunità per l’imprenditore e ristrutturazione aziendale”

MODERA il Dott. Lamberto Mattei

SALUTI ISTITUZIONALI

     dalle ore 14.15 -15.00

On.   Mauro D’Attis – Componente V Commissione (Bilancio, Tesoro e Programmazione)

On.   Paolo Barelli – X Commissione – Presidente della Federazione Italiana Nuoto

Dott. Fabio Refrigeri – Consigliere Regione Lazio

Dott. Enrico Cavallari- Consigliere Regione Lazio

Dott. Antonio Aurigemma – Consigliere Regione Lazio

Dott. Pino Palmieri Sindaco di Roscigno

 

CODICE DELLA CRISI D’IMPRESA E DELL’INSOLVENZA – IN ATTUAZIONE DELLA LEGGE 19 novembre 2017 n.             155.

  • sistemi di allerta e doveri degli organi di amministrazione e controllo;
  • le dinamiche aziendali ed i nuovi risvolti penali;
  • L’efficientemente dei processi gestionali come punto focale della riforma;
  • GDPR e crisi d’impresa: verso un sistema di gestione integrato basato sull’approccio ‘risk based thinking’.  

 

dalle ore 15.00-15.40         

     Avv.  Alessandro Coluzzi

Avv.  Prof. Vincenzo De Sensi – Studio De Sensi

     Avv.  Matteo Fortunati Università Unicesd-Uni Pegaso Assisi

     Avv.  Prof. Scavizzi Roberto – Presidente Provincia Roma Autonomi Partite Iva

 

LE CRITICITA’ DERIVANTI DELLA NOMINA DEL REVISORE UNICO ENTRO IL 16 dicembre 2019, A SEGUTO DELL’INTRODUZIONE DELL’ART. 14, C. 1 D.L. 14/2019;

OBBLICO PER LE S.R.L. NONCHE’ FONDAZIONI DEL TERZO SETTORE, ASSSOCIAZIONI RICONOSCIUTE E NON E SOCIETA’ SPORTIVE DILETTANTISTICHE. (ART. 14 D.L. 117/2017)

 

dalle ore 15.40-16.00

Dott.  Nicola Dabbicco – Commercialista e Revisore Contabile presso ODCEC Roma

Dott.  Rodolfo Iannotta – Commercialista e Revisore Contabile presso ODCEC Roma

Dott.  Silvia Pesaresi – Consulente Fiscale, Lavoro e Tributario- Studio Associato Sarcc

 

LE PIATTAFORME DI LENDING: UN NUOVO MODO DI FINANZIARE LE PMI

 

dalle ore 16.00-16.15

Dott. Domenico Santececca – Consulente Partner Strategy Innovation, già Direttore Centrale ABI e Vice Direttore Generale dell’Istituto Centrale delle Banche Popolari.

 

     IL RUOLO DEI CONFIDI DOPO LA RIFORMA DEL FONDO CENTRALE DI GARANZIA

    

     dalle ore 16.15 – 16.35

Dott.  Zappulla Giovanni- Presidente Consorzio Co. Fi. San.

Dott.  Ariel Fadlun- Responsabile Area Roma Consorzio CO.FI.SAN

Dott.  Nazzareno Di Stefano – Presidente Associazione Aries Imprese

Dott.  Garassino Luca

 

FINANZA AGEVOLATA – START UP AZIENDALE, FINANZIAMENTI EUROPEI, FORMAZIONE GRATUITA ATTRAVERSO FONDI INTERPERSONALI, MICROCREDITO IMPRESE E DITTE INDIVIDUALI, FINANZIAMENTI AZIENDE, EURO PROGETTAZIONE E CONTRIBUTI PER ASSOCIAZIONI ED ENTI NON PROFIT;

    

     dalle ore 16.35-17.00

Dott.  Alessandro Bertolucci – Responsabile Finanza Agevolata Idea Service

Dott.  Marco Baffoni – Programma Garanzia Giovani ed AutoImprenditorialità – Agente Territoriale Microcredito Lazio

Avv.   Antonio Pulcini – Presidente C.I.L.P. ITALIA

 

PROBLEMATICHE FISCALI E DEL LAVORO NELLE ASSOCIAZIONI E SOCIETA’ SPORTIVE DILETTANTISTICHE:

  • L’EVOLUZIONE INTERPRETATIVA ED APPLICATIVA DELL’ART. 4, COMMA QUARTO, D.P.R. N. 633/1972 E MODIFICA ART. 90 LEG. N. 289/2002 NELL’AMBITO DELL’ESERCIZIO DELLE ATTIVITA’ C.D. ‘’ISTITUZIONALI’’ DELLE SOCIERA’ SPORTIVE DILETTANTISTICHE;
  • SINTESI SULL’L’EVOLUZIONE INTERPRETATIVA ED APPLICATIVA DEI MODELLI DEI DI GESTIONE DEI RAPPORTI FRA ASSOCIAZIONI SPORTIVE/ SOCIETA’ SPORTIVE DILETTANTISTICHE (EX ART.90 LG. N. 289/2002) ED I C.D. ‘’COLLABORATORI SPORTIVI’’;
  • FOCUS REGISTRO C.O.N.I. 2.0.;
  • IMPIANTI SPORTIVI: BREVI CENNI SULLA EVOLUZIONI APPLICATIVA DELLA NORMATIVA IMU E TASI

 

dalle ore 17.00 – 17.30

Dott.      Giampaolo Duregon – Presidente Nazionale ANIF

Dott.ssa Doriana Sannipola – Commercialista e Revisore dei Conti

 

Dott.                     Caro Lucrezio Monticelli – Già Presidente Tar Sardegna

     Dott.      Michele Tozzi- – Consulente Fiscale, Lavoro e Tributario- Studio Associato Sarcc

 

IL RUOLO NAZIONALE DELLE (ASSOCIAZIONI DIFESA CONSUMATORI E AMBIENTE) A FAVORE DEI     CONSUMATORI E DEGLI UTENTI – LE NUOVE SFIDE DEL MARKETING ALBERGHIERO;

   

     dalle ore 17.30  – 18.00

Dott.  Carlo De Masi – Presidente Nazionale Adiconsum

Dott.  Antonio Guido – Delegato Pomezia – Federalberghi Roma

Dott.  Filippo Fordellone – Presidente Mutua PIMOS

Dott.  Alessandro Spalletta- Segretario Provincia Roma Federcontribuenti

 

CONOSCERE GLI ADEMPIMENTI PER IMPRENDITORI E PROFESSIONISTI AL FINE DI UNIRSI AD UNA RETE DI IMPRESA – APPLICAZIONE DELLA CODATORIALITÀ NELLE RETI DI IMPRESA – ANALISI DI UN CONTRATTO DI ASSUNZIONE-

   

    dalle ore 18.00 -18.20

    Avv.       Cristina Flati – Patrocinante in Cassazione

    Dott.ssa Mattei Federica

 

CREDITO D’IMPOSTA PER RICERCA E SVILUPPO (ART. 3 D.L. 23.12.2013 N. 145- L. 23.12.2014, N.190- L. 11.12.2016, N. 232 L.     31.12.2018, N.145 – CIRC. AG. ENTRATE 16.03.2016, N. 5/E – CIRC. AG. ENTRATE 27.04.2017, N. 13/E D.MISE 27.05.2015 – C.M. SVILUPPO ECONOMICO 9.02.2018, N. 59990):

  • QUALE VANTAGGIO COMPORTA;
  • ATTIVITÀ AGEVOLABILI;
  • A CHI SI RIVOLGE?

    

     dalle ore  18.20 -18.30

Dott.      Lamberto Mattei

Avv.       Walter Cillaroto

Dott.ssa Marzia Cerasaro

 

 

 

 

        CONCLUDE

 

    On. Mauro D’attis

    dalle ore 18.20-18.30

 

RSVP studiosarcc@studiosarcc.it

Imu e Tasi, si avvicina la scadenza: chi deve pagare e chi è esente

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Il Mese di Dicembre è atteso per l’arrivo della tredicesima e regali ma anche di pagamenti ed esborsi fiscali. Uno degli adempimenti da non scordare (ovviamente per chi vi è tenuto) è quello che riguarda Imu e Tasi. Si avvicina infatti il termine per versare il saldo. L’ultima data utile per farlo è il 16 dicembre 2019. “Da sottolineare – spiega il dottore commercialista Lamberto Mattei –  che, anche per l’anno in corso, l’adempimento non riguarda la prima casa, che non paga né Imu né Tasi. Sono esclusi ovviamente dall’esenzione gli immobili di lusso, ovvero quelli classificati nei gruppi A1, A8 e A9.

 

Potrebbe comunque essere l’ultimo anno di vigenza delle attuali regole, perché dal prossimo anno si parla di cambiare le cose con il varo della legge di Bilancio. Al momento – conclude Mattei – è ’ prevista in pratica l’unificazione dei due tributi nella cosiddetta Nuova Imu.”

Ma cerchiamo ora di approfondire meglio alcuni aspetti in una ricerca dello Studio Associato Sarcc di Roma:

  • Per prima casa si intende comunemente quella in cui il proprietario e il suo nucleo familiare hanno la residenza e dimorano abitualmente. A voler essere più precisi quindi, quella in cui uno ha sia la residenza che il domicilio.
  • Le case di lusso sono quelle accatastate come abitazioni signorili (A1), ville (A8), castelli, palazzi artistici o storici (A9). Questi tipi di immobili, pur utilizzati come abitazione principale, non godono dell’esenzione da Imu e Tasi.

In linea generale chi non ha comprato o venduto casa nel corso dell’anno, può in definitiva limitarsi a ricopiare la dichiarazione del precedente modello di versamento. Nella maggior parte dei casi, infatti, non cambia l’importo pagato con la rata di giugno, dato che la stragrande maggioranza dei comuni non hanno modificato le aliquote. Per sicurezza è consigliabile fare comunque, a scanso di equivoci, una verifica sui loro siti.

Se marito e moglie sono residenti in due case site nello stesso comune, bisogna pagare l’imposta su uno dei due immobili. Ciò non vale per gli anziani con residenza in una casa di cura, a patto che la casa di proprietà non risulti data in locazione. Se un immobile è stato ereditato, e ancora ci abita il coniuge superstite, gli eventuali comproprietari non devono versare alcunché.

A questo proposito con gli emendamenti alla manovra si mira a una stretta contro le ‘finte prime case‘, in particolare nei luoghi di vacanza. Con la modifica proposta, ogni nucleo familiare potrà indicare una sola abitazione principale sulla quale non pagare l’Imu. L’obiettivo è quello intervenire sulle case turistiche, spesso considerate come abitazione principale a causa dello spostamento fittizio della residenza di uno dei due coniugi. Bisognerà vedere tuttavia come andrà a finire perchè in merito esistono parecchie perplessità anche nella maggioranza. Si teme di penalizzare, infatti, anche chi davvero ha la necessità di residenze diverse, per esempio, per motivi di lavoro.

  • Se la casa viene data in comodato d’uso (per viverci gratis insomma) a figli o genitori si ha diritto a uno sconto del 50 per cento. Il proprietario tuttavia deve possedere un solo immobile in Italia oltre alla casa di residenza. Può godere dello sconto se l’appartamento ceduto in comodato si trova nello stesso comune dove possiede la prima casa. E’ necessario inoltre che il comodato sia registrato regolarmente e figli o genitori siano anagraficamente residenti nell’immobile.

Dunque per concludere: se a giugno si è pagato il saldo, è ora necessario verificare se l’aliquota utilizzata sia rimasta la stessa anche a dicembre. In genere è così, ma se l’aliquota prevista dal comune è cambiata bisogna calcolare la differenza e pagarla.

Se invece a giugno si è pagato solo l’acconto bisogna fare la stessa verifica. Quasi sempre l’importo da pagare è lo stesso del mese di giugno, e dunque basterà ricopiare l’F24 di quel mese, barrando stavolta la casellina saldo. Altrimenti si dovrà pagare tenendo conto della differenza.”

Edilizia residenziale pubblica di Rieti, il commercialista Lamberto Mattei nominato nel collegio dei revisori dei conti

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Rieti –  Con provvedimento del governatore del Lazio dott. Nicola Zingaretti, la Regione ha proceduto al rinnovo del collegio dei revisori dei conti della Azienda Territoriale per l’edilizia residenziale pubblica di Rieti.

Il dottore commercialista Lamberto Mattei, founder dello studio associato Sarcc di Roma è stato pertanto nominato componente effettivo unitamente a Maria Pia Ferdinandi e Marco Stopponi. Supplenti sono stati nominati Domenico Iacovella e Laura di Rubbo.

Occhi puntanti sul meccanismo europeo di stabilità (Mes), cosa prevede la riforma

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Roma – Un meccanismo economico finanziario che sta tenendo alta l’attenzione dei mercati nazionali ed internazionali e che sta dividendo anche la politica. L’approfondimento del dottore commercialista Lamberto Mattei in una ricerca dello Studio Associato Sarcc in cui si cerca di focalizzarne ruoli ed effetti su una riforma importantissima per l’economia e per la finanza pubblica.

Il Meccanismo Europeo di Stabilità  è un’organizzazione intergovernativa dei paesi che condividono l’euro come moneta, ed ha il compito di aiutare i paesi che si trovano in difficoltà economica. È una componente molto importante dell’unione monetaria: serve a mettere in comune il denaro di tutti e a utilizzarlo nel caso in cui uno stato membro si trovi in difficoltà, visto che – condividendo la stessa moneta – le difficoltà di un paese possono avere conseguenze anche sugli altri. Il MES venne creato nel settembre del 2012 e portò al superamento di altri due fondi creati in precedenza allo stesso scopo (EFSF ed EFSM).

Il MES ha una dotazione di 80 miliardi di euro, pagati in maniera proporzionale all’importanza economica dei paesi dell’eurozona: con quasi il 27 per cento del capitale la Germania è il primo contributore, e con ogni probabilità non usufruirà mai degli aiuti. Inoltre, emettendo titoli con la garanzia degli stati che ne fanno parte, il MES può raccogliere sui mercati finanziari fino a 700 miliardi di euro. Questi soldi poi possono essere prestati agli stati in difficoltà, per esempio per ricapitalizzare i loro sistemi bancari. Gli stati che vengono aiutati dal MES, se rispettano alcune condizioni, possono ricevere anche l’aiuto illimitato da parte della BCE sotto forma delle famose OMT, un piano che di fatto permette l’acquisto senza limiti di titoli di stato del paese in crisi.

Per ricevere l’aiuto, uno stato deve accettare un piano di riforme la cui applicazione sarà sorvegliata dalla famosa “Troika”, il comitato costituito da Commissione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale. Il piano di riforme di solito prevede misure molto impopolari, come taglio alla spesa pubblica, in particolare alle pensioni, privatizzazioni, liberalizzazioni e flessibilizzazione delle leggi sul lavoro, allo scopo di rendere nuovamente sostenibili i conti pubblici. Fino a oggi Grecia, Cipro, Portogallo e Irlanda hanno usufruito di programmi di aiuto del MES.

Cosa prevede la riforma?
Il MES è stato apprezzato da molti, in quanto è il primo tentativo organico di dotare l’eurozona di un meccanismo per affrontare le crisi, e insieme alla BCE rappresenta la cosa più vicina a un “prestatore di ultima istanza”, cioè un’istituzione che presta denaro a chi non riesce più a ricevere prestiti. Ed è anche un concreto tentativo di rendere l’eurozona più economicamente unita e solidale. Ma le critiche nei suoi confronti non sono nuove, anzi, circolano fin dalla sua fondazione. C’è chi ritiene che l’ESM non sia uno strumento sufficiente, e attacca i programmi di riforme spesso draconiane che gli stati devono accettare pur di ricevere i fondi. Ma c’è anche chi muove l’accusa opposta, quella di fare troppo in cambio di troppo poco: in genere tedeschi e nord europei che temono che meccanismi come il MES incentivino i paesi periferici a spendere più di quello che possono, sapendo che saranno salvati con i soldi di qualcun altro.

La riforma del MES discussa a partire dal 2018 è un tentativo di accontentare tutti, e in quanto tale è il frutto di un compromesso tra le parti: per esempio i paesi più indebitati, come l’Italia, che volevano che le linee di credito precauzionali erogate dal MES (in gergo PCCL e ECCL) venissero concesse anche senza bisogno di sottoscrivere un accordo dettagliato di riforme impopolari. Nella versione finale questa modifica è stata accolta (per quanto riguarda la PCCL), ma è stata aggiunta un’altra condizione su richiesta degli stati più ricchi del Nord, che di fatto la rende inutile. Per avere una linea di credito, infatti, sarà sufficiente una lettera di intenti, ma solo per quegli stati che rispettano i parametri di Maastricht (10 stati su 19 membri dell’eurozona, Italia compresa, non potranno quindi utilizzare a loro vantaggio questa misura).

I paesi indebitati hanno invece ottenuto una vittoria nella trattativa sul “backstop” per il Fondo di risoluzione unico, un fondo finanziato dalle banche europee che serve ad aiutare istituti finanziari in difficoltà. Con l’introduzione del “backstop” il MES potrà finanziare il Fondo di risoluzione fino a 55 miliardi; le banche – soprattutto quelle della periferia d’Europa ma non solo – diventeranno così più sicure.

La terza modifica introdotta dalla riforma è invece voluta dai “rigoristi” del Nord Europa, e come tale non piace all’Italia (ma non solo a Salvini: anche il governatore di Banca d’Italia Ignazio Visco ha detto di essere preoccupato, come il presidente dell’Associazione bancaria italiana Antonio Patuelli). Di fatto la riforma cerca di rendere più facile “ristrutturare” il debito pubblico di un paese che chiede aiuto al MES.

In altre parole, i privati che hanno prestato soldi agli stati in crisi dovranno perdere una parte del loro investimento nel momento in cui scatterà un pacchetto di aiuti. Uno dei sistemi per ottenere questo risultato è l’obbligo di emettere un particolare tipo di titoli di stato (i cosiddetti “single limb CAC”) che permettono una “ristrutturazione” (cioè una riduzione concordata del valore del prestito fatto allo stato) tramite un solo voto dei creditori, invece che con le procedure più complesse delle altre tipologie di titoli di stato. Questo vuol dire che un paese in difficoltà potrebbe restituire meno di quello che deve ai suoi creditori, che è una cosa buona; ma la cosa meno buona – e temuta – è che i creditori, sapendo di questa possibilità, finiscano per chiedere interessi più alti ai paesi che percepiscono più a rischio, come l’Italia.