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Economia e finanza

Task force al Mef per il coronavirus, Lamberto Mattei: ” il nostro team al lavoro nella raccolta dati per impatto sulle aziende italiane”

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Roma – E’ in svolgimento nella mattinata odierna presso il Ministero dell’economia e delle finanze,  una task force sul coronavirus. E’ stata decretata la sospensione del pagamento delle tasse nei comuni della zona “rossa”, e sono in itinere anche altri provvedimenti come la sospensione di mutui, bollette, contributi previdenziali e misure più generali a sostegno dei settori più colpiti. “Il team del nostro studio associato – spiega Lamberto Mattei – segue costantemente tutte le evoluzioni normative ed è  impegnato sin da subito ad agire concretamente per la tutela delle piccole e medie imprese italiane. A tal proposito, si stanno raccogliendo dati e stime sul possibile impatto che avrà questa grave problematica sul comparto economico finanziario, e alle criticità si elaborano proposte di prevenzione e soluzione delle problematiche. Potranno esserci particolarmente utili i recenti contatti stabiliti in partnership collaborativa con il Kuwait”. 

Kuwait city, incontro-confronto di Lamberto Mattei con lo sceicco Fahad Khaled Al Sabah: “subito nuovi progetti per la p.m.i.”

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Kuwait City – Si è concluso da poco l’incontro-confronto che si è svolto questa mattina a Kuwait City che ha visto protagonisti: il dottore commercialista Lamberto Mattei, founder dello Studio Associato Sarcc di Roma e lo Sceicco Fahad Khaled Al Sabah. Dopo le trasmissioni televisive di ieri andate in onda su canali esteri e nazionali italiani, Mattei e lo sceicco hanno fatto il punto su alcuni importanti elementi di congiunzione tra Italia e Kuwait. “Lo sceicco – ha affermato Mattei – ha apprezzato molto la nostra modalità reattiva ed insieme abbiamo avuto modo di tracciare un modus operandi efficace generando un asse continuativo tra Italia e Kuwait. Per aiutare le P.M.I., dobbiamo infatti trovare nuove soluzioni e creare condizioni ideali per generare vere e proprie boccate di ossigeno al fine di rilanciare l’economia e l’imprenditoria. Sono certo – ha concluso Mattei – che la serietà che contraddistingue lo Sceicco e le particolari attitudini del Kuwait potranno realmente consentire l’attuazione di tavoli operativi permanenti ed un osservatorio di pianificazione”.

Kuwait city, meeting-confrontation of Lamberto Mattei with Sheikh Fahad Khaled Al Sabah: “immediately new projects for the p.m.i.”

Kuwait City – The meeting-confrontation that took place this morning in Kuwait City that has seen protagonists has just ended: the chartered accountant Lamberto Mattei, founder of the Sarcc Studio Associate in Rome and Sheikh Fahad Khaled Al Sabah. After yesterday’s television programs aired on Italian foreign and national channels, Mattei and the sheikh took stock of some important elements of conjunction between Italy and Kuwait. “The sheikh – said Mattei – very much appreciated our reactive method and together we had the opportunity to trace an effective modus operandi by generating a continuous axis between Italy and Kuwait. To help SMEs, we must in fact find new solutions and create ideal conditions for generate real breaths of oxygen in order to relaunch the economy and entrepreneurship. I am sure – concluded Mattei – that the seriousness that distinguishes the Sheikh and the particular aptitudes of Kuwait will actually allow the implementation of permanent operational tables and a planning observatory “.

 

Migliora la tempistica dei pagamenti ministeriali nel 2019

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Roma  – Nel 2019 il Ministero dell’Economia e delle Finanze è riuscito a rispettare le scadenze con i suoi fornitori, pagando nei termini le fatture commerciali relative agli acquisti di beni, servizi e prestazioni professionali. Nell’anno appena trascorso, infatti, è migliorato l’Indicatore di Tempestività dei Pagamenti (ITP) del MEF, passato da 11,44 giorni di ritardo medio ponderato del 2018 a 0,5. E’ quanto emerge da una ricerca ministeriale svolta dallo Studio Associato Sarcc di Roma.

“I dati  – spiega Lamberto Mattei –  fotografano un progressivo trend di riduzione dei tempi medi di pagamento del dicastero di XX Settembre, con un valore dell’indicatore che, nel 2019, per la prima volta risulta essere prossimo allo zero. Nel 2015, infatti, il ritardo medio ponderato era di 22,79 giorni; nel 2016 di 6,73; nel 2017 di 7,37; nel 2018 di 11,44; fino ad arrivare a 0,50 giorni del 2019.

Le novità del 730/2020: entrano lo sport bonus, il credito d’imposta per le bonifiche ambientali

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Roma  17 Gen 2020 – “Nel modello 730/2020: tra le varie novità, gli eredi potranno utilizzare il 730 per effettuare la dichiarazione dei redditi per conto del contribuente deceduto nel periodo compreso fra il 2019 e il 23 luglio 2020. Entrano inoltre nel 730 lo sport bonus, il credito d’imposta per la bonifica ambientale e la detrazione del 50% per le spese di realizzazione di colonnine per la ricarica di auto elettriche. Fra l’altro, le istruzioni sono aggiornate per recepire il nuovo limite reddituale per il figlio a carico portato a 4mila euro e l’aumento a 800 euro delle spese di istruzione detraibili.” E’ quanto afferma in una nota il commercialista Lamberto Mattei founder dello studio Sarcc di Roma.

Per altre info sulle novità del 730 rivolgersi allo Studio Associato Sarcc

Il rapporto della Banca Mondiale è allarmante: le imprese italiane sono le più tassate al mondo

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Roma –  Che le imprese italiane siano le più tassate non solo rispetto alle concorrenti europee, ma anche a quelle di tutto il resto del mondo lo sospettavamo ma ora purtroppo ne arriva la conferma ufficiale. “Ii dati del rapporto “Paying Taxes 2020” della  Banca Mondiale e PwC non lasciano alcuna ombra di dubbio sulle nostre preoccupazioni – spiega il dottore commercialista Lamberto Mattei – secondo lo studio approdato sulle cronache nazionali ed estere di canali economico finanziari ed analisti di economia politica è chiaro che  il carico fiscale complessivo sulle imprese sia al 59,1% dei profitti commerciali (era il 53,1% nella classifica precedente) a fronte di un “peso” globale del 40,5% ed europeo del 38,9%.

Nel rapporto – si legge nella ricerca dello Studio Associato Sarcc –  si spiega che l’aumento dipende dallo stop alla esenzione del 2016 dal contributo di previdenza sociale per i dipendenti neoassunti che non è stato successivamente stabilizzato.

Un altro dato negativo emerso dallo studio è che in Italia le imprese impiegano 42 ore per la richiesta di rimborso Iva, incluso il tempo speso per rispondere alle richieste ricevute nel corso delle verifiche fiscali dell’amministrazione finanziaria (18,2 ore la media mondiale; 7 ore la media a livello europeo).

“Il tempo di attesa del rimborso – viene spiegato – è di 62,6 settimane e copre un periodo di sei mesi (26 settimane) che intercorre tra l’acquisto del bene e la presentazione della dichiarazione Iva annuale (nel caso di studio condotto dal rapporto l’impresa non può richiedere il rimborso dell’imposta su base trimestrale). A livello globale il tempo stimato è di 27,3 settimane; a livello europeo 16,4 settimane. In Italia le imprese impiegano in media 5 ore per correggere un errore nella dichiarazione dei redditi, riportando un risultato migliore rispetto alla media mondiale ed europea (14,6 ore la media globale; 7 ore la media europea). La correzione di un errore nella dichiarazione dei redditi di per sé non comporta l’attivazione di una verifica fiscale e pertanto non vengono stimati i relativi tempi”.

“Per questi motivi  – conclude Mattei – siamo fortemente impegnati nella nostra azione di tutela delle imprese italiane ed i dati del rapporto non fanno altro che aumentare il nostro livello di preoccupazione per una situazione che tende a contrastare la crescita in ogni modo. Le tasse vanno ridotte e subito.

Decreto fiscale e legge di bilancio

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Dagli incentivi per la moneta elettronica e la lotteria degli scontrini alla semplificazione fiscale, dalla lotta all’evasione contributiva alle nuove sanzioni per gli evasori, il Decreto Fiscale (DL 26 ottobre 2019, n. 124), insieme alla Legge di Bilancio, aiuterà  l’economia italiana a ripartire? Dubbi incertezze su provvedimenti che hanno un forte impatto sui cittadini italiani. Ma cerchiamo di capire meglio quale è la posizione del governo rispetto a questi intendimenti. Fonti ministeriali – spiega il commercialista Lamberto Mattei – evidenziano delle teorie che ovviamente sono da verificare poi nelle fasi applicative”. Sulla plastic tax in particolare il Ministro ha annunciato possibili revisioni.

Il Minstero delle Finanze sostiene quanto segue:

I due provvedimenti fanno parte di un pacchetto unico che punta a promuovere la modernizzazione del Paese, aggredendo la grande sacca di inefficienza che è l’evasione fiscale attraverso l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione dei pagamenti. Le misure anti-evasione valgono complessivamente tre miliardi di euro, risorse da destinare alle famiglie e ai lavoratori, agli investimenti ed al welfare. Anche grazie alle misure di contrasto all’evasione ed alle frodi fiscali, viene evitato alle famiglie italiane l’esborso di 541 euro all’anno, legato all’aumento dell’IVA previsto inizialmente nelle clausole di salvaguardia. Nel complesso, i due provvedimenti all’esame del Parlamento sostengono la crescita economica attraverso la riduzione della pressione fiscale (da non dimenticare l’abolizione del super ticket) per famiglie e imprese e il rilancio degli investimenti pubblici e privati, con il più grande piano di investimenti strategici della recente storia italiana per la riconversione dell’economia in chiave sostenibile.

L’incentivo ai pagamenti elettronici e le nuove limitazioni all’utilizzo del contante sono i cardini di un fisco più equo ed efficiente. Il Decreto Fiscale, introduce delle agevolazioni a favore degli esercenti sotto forma di credito di imposta pari al 30 per cento delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate mediante carte di credito, di debito o prepagate. Allo stesso tempo, a decorrere dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, la soglia di utilizzo del contante diminuisce dagli attuali 3.000 euro a 2.000, per assestarsi infine a 1.000 dal 1° gennaio 2022.

Lotteria degli scontrini

La lotteria degli scontrini incentiva i consumatori a chiedere lo scontrino agli esercenti, che devono trasmetterlo in via telematica. Su ogni acquisto effettuato dal consumatore finale (non valgono ad esempio gli acquisti di merci da parte dei commercianti) verranno emessi dei biglietti virtuali per partecipare alle estrazioni dei premi. Chi pagherà con la moneta elettronica parteciperà all’estrazione di premi dedicati più ingenti e frequenti rispetto a coloro che pagheranno con il contante. Inoltre nel caso di estrazioni cosiddette “cashless”, un premio verrà attribuito anche all’esercente che avrà battuto lo scontrino vincente. A breve sarà disponibile un sito dedicato in cui i cittadini potranno controllare i biglietti loro assegnati e le estrazioni della lotteria. I premi non saranno sottoposti a prelievo erariale.

Semplificazione fiscale

A partire dalle operazioni IVA effettuate dal 1° luglio 2020, in via sperimentale, nell’ambito di un programma di assistenza on line basato sui dati delle operazioni acquisiti con le fatture elettroniche e con le comunicazioni delle operazioni transfrontaliere, nonché sui dati dei corrispettivi acquisiti, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei soggetti passivi dell’IVA residenti e stabiliti in Italia, in un’area riservata del suo sito internet, le bozze di una serie di documenti utili ai contribuenti. Tra questi, le comunicazioni delle liquidazioni periodiche dell’IVA, la dichiarazione annuale dell’IVA, e in caso di ritardato, omesso o insufficiente versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche, l’ammontare dell’imposta e della sanzione amministrativa.

Lotta alle frodi nel settore dei carburanti

Il Decreto Fiscale aumenta le misure antifrode nel settore dei carburanti. L’Italia, infatti, continua ad essere interessata da importanti traffici fraudolenti su grandi volumi di carburanti per autotrazione ad un prezzo inferiore a quello ordinariamente praticabile, se non addirittura sotto costo. Questo avviene soprattutto attraverso l’evasione dell’IVA e dell’accisa, sfruttando le pieghe della legislazione sulla libera circolazione dei prodotti tra i Paesi dell’Ue.

 

Informatizzazione
Viene innanzitutto rafforzato il sistema di informatizzazione e monitoraggio per via telematica delle movimentazioni dei prodotti sottoposti ad accisa in regime sospensivo (sistema EMCS), con l’introduzione di un termine temporale più restrittivo (ventiquattr’ore dal momento in cui i prodotti sono presi in consegna dal destinatario) rispetto all’attuale. Sono stati, inoltre, resi più stringenti e uniformi i requisiti di affidabilità e onorabilità dei soggetti che operano nella filiera distributiva.

Tracciabilità
Un nuovo sistema di tracciabilità dei prodotti classificati come oli lubrificanti è stato inserito per contrastarne la vendita illecita come carburanti per autotrazione o, in misura minore, come combustibili per riscaldamento. Tali prodotti saranno individuati mediante i relativi codici di nomenclatura combinata, e avranno l’obbligo di circolare nel territorio nazionale con la scorta di un “Codice amministrativo di riscontro”, emesso dal sistema informatizzato dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, da annotare sulla prescritta documentazione di trasporto.

Estensione del sistema Infoil
Il sistema Infoil, sistema informatizzato di controllo in tempo reale del flusso delle movimentazioni dei prodotti sottoposti ad accisa (benzina e gasolio usato come carburante), già adottato presso gli impianti di produzione nazionali, è stato esteso anche ai depositi fiscali mero stoccaggio dei prodotti energetici. Lo scopo è quello di rendere più efficienti ed uniformi le procedure di controllo rispetto a quelle già vigenti presso le raffinerie e gli stabilimenti di produzione di prodotti energetici. La nuova dotazione strumentale consentirà all’Amministrazione finanziaria di effettuare, tramite l’accesso autonomo e diretto alle telemisure installate sui serbatoi dei carburanti, il controllo dell’accertamento quantitativo degli stessi con una precisione superiore a quella attualmente consentita dalle misure manuali.

Presentazione telematica del DAS nella filiera distributiva dei carburanti
La misura prevede l’obbligatorietà di presentare esclusivamente in forma telematica il DAS (Documento Amministrativo Semplificato) previsto per la circolazione di gasolio e benzina per uso carburazione. L’obbligo renderà più difficoltosa la falsificazione di tali documenti e rendendo così più difficoltosa la falsificazione di tali documenti e, quindi, l’illecita immissione in consumo dei carburanti nel territorio dello Stato.

Trasmissione telematica dei dati di contabilità dei soggetti obbligati e dei distributori nel settore dell’energia elettrica e del gas naturale
La disposizione è volta a garantire la trasmissione telematica dei quantitativi di energia elettrica e di gas naturale fatturate da parte dei venditori e quelle fornite a ciascun venditore da parte dei distributori. Ciò al fine di consentire all’Amministrazione finanziaria di acquisire, con maggiore tempestività rispetto all’attuale cadenza annuale, le informazioni utili ai controlli.

Maggiori controlli sui giochi d’azzardo (agenti sotto copertura)

Vengono introdotte alcune norme che regolamentano in maniera più strutturata il settore dei giochi. Tre gli obiettivi principali: combattere le infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore, contrastare la diffusione del gioco illegale, arrivare ad un’offerta più razionale di gioco pubblico sul territorio. La prima misura è l’istituzione, a decorrere dall’esercizio 2020, del Registro unico degli operatori del gioco pubblico presso l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Al fine di rendere maggiormente tracciabili i flussi di pagamento, di contrastare l’evasione fiscale e le infiltrazioni della criminalità organizzata, le società emittenti carte di credito, gli operatori bancari, finanziari e postali non potranno procedere al trasferimento di denaro a favore di soggetti che offrono giochi, scommesse o concorsi pronostici con vincite in denaro, sprovvisti di concessione, autorizzazione, licenza o altro titolo autorizzatorio. Viene inoltre introdotta una fattispecie di agente sotto copertura per contrastare le violazioni in materia di gioco pubblico, in particolare, quelle relative al divieto di gioco dei minori. Sarà possibile effettuare operazioni sotto copertura di gioco a distanza o presso locali delle sale giochi.

Lotta all’evasione contributiva di false cooperative e imprese

Alcune società, per evitare di assumere manodopera interna, delegano il reperimento delle risorse a imprese e cooperative fittizie, che non versando le ritenute sui redditi dei lavoratori e l’IVA svolgono l’attività economica a un costo inferiore a quello che verrebbe sostenuto dal committente, determinando oltre che un danno fiscale anche una turbativa della concorrenza. Inoltre la circostanza che i soggetti interposti non siano patrimonializzati e dunque non “aggredibili” con la riscossione coattiva, comporta l’impossibilità dell’Amministrazione finanziaria di recuperare le risorse finanziarie sottratte illecitamente.

Per contrastare tali e rilevanti fenomeni, che coinvolgono ampi settori del mondo produttivo, sono state previste due misure: la prima estende il regime del reverse charge (lo spostamento del carico tributario IVA dal venditore all’acquirente) agli appalti caratterizzati da prevalente utilizzo di manodopera; la seconda consiste nel contrasto all’omesso versamento di ritenute in presenza di appalti e subappalti e prevede che il debito di imposta sorga in capo alla società appaltante anche a fronte di ritenute maturate sulle retribuzione dei dipendenti delle società affidatarie o subappaltatrici. In sede di applicazione verranno valutati meccanismi per evitare di penalizzare ingiustamente gli operatori che rispettano le regole e agiscono in buona fede.

Nuova disciplina penale per gli evasori

Vengono inasprite le pene per gli evasori fiscali. L’intero pacchetto di misure, tuttavia, non entrerà in vigore subito, ma solo dopo la conversione in legge del decreto. Tra le novità, l’innalzamento della pena della reclusione da 6 fino a 8 anni per alcuni reati fiscali, come la dichiarazione fraudolenta o l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per importi sottratti al fisco superiori ai 100 mila euro.

Indebite compensazioni

Per contrastare il fenomeno, il Decreto Fiscale introduce il controllo preventivo delle compensazioni di crediti per imposte dirette effettuate tramite modello F24. In particolare la norma prevede che l’utilizzo in compensazione dei crediti d’imposta che emergono dalle dichiarazioni relative alle imposte dirette sia subordinato: a) alla dichiarazione dalla quale emerge il credito, per importi del credito superiori a 5 mila euro annui; b) alla presentazione del modello F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, anche per i soggetti non titolari di partita IVA. Aggiungendo il requisito della preventiva presentazione della dichiarazione da cui emerge il credito, sarà possibile rendere ancora più efficace e tempestiva l’attività di controllo, in quanto, già in fase di ricezione del modello F24, verrà stabilito se il credito compensato sia vistato e non superi il credito dichiarato; di conseguenza, saranno scartati all’origine i modelli F24 che contengano compensazioni di crediti non vistati oppure eccedenti l’importo dichiarato, riducendo l’onere per il bilancio dello Stato in termini di spesa. In questo quadro è previsto il rafforzamento della collaborazione tra l’Agenzia delle Entrate, l’Istituto Nazionale Previdenza Sociale (INPS) e l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL), che potranno inviare all’Agenzia delle Entrate segnalazioni qualificate relative a compensazioni che presentano profili di rischio, ai fini del recupero del credito indebitamente compensato.”

Cambia il regime di tassazione per i forfettari fino a 65 mila euro torna la determinazione dei ricavi in modo analitico

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Roma – Cerchiamo di capire come stiano le cose relativamente alla flat tax. Una ricerca dello Studio Associato Sarcc di cui è founder il commercialista Lamberto Mattei evidenzia quanto segue: “il regime di tassazione agevolato e semplificato per le piccole partite Iva. La scelta del governo è definitiva, perché è messa nero su bianco nel Def, il Documento di economia e finanza, che il Consiglio dei Ministri ha varato stanotte e contiene l’ossatura della legge di Bilancio e del Decreto fiscale collegato.

Per i forfettari fino a 65 mila euro, rimane l’aliquota fissa al 15%, ma non ci sarà più il metodo presunto per determinare il reddito su cui calcolarla: l’ammontare dei costi e ricavi si otterrà in modo analitico, come avveniva in passato e come avviene per i contribuenti che non applicano questo regime.

Viene  meno dunque questa importante semplificazione che consentiva alle imprese ed ai professionisti in regime forfettario di non dover tenere libri e registri contabili e di non essere tenuti a conservare le fatture di acquisto, perché i costi venivano determinati in percentuali fisse che ora sono praticamente annullate.

Ma oltre questo si profilano altri adempimenti collegati alla legge di Bilancio, ossia l’obbligo  per queste partite Iva di istituire un conto corrente specifico e dedicato  al fine di raccogliere e gestire tutti i movimenti dell’attività svolta: così i versamenti degli incassi e i prelievi per le necessità del titolare verranno automaticamente tracciati e confluiranno nella Superanagrafe dei conti correnti. Non ci sarà più possibilità di “confusione” tra conti correnti personali e movimenti dedicati all’attività aziendale o professionale. Tutto emergerà chiaramente e subito agli occhi del Fisco.

La lotta all’evasione dunque ha prevalso sulla semplificazione: va avanti l’analiticità delle registrazioni contabili e soprattutto vengono potenziati i maggiori controlli. Nel mirino, ora, ci sono due milioni di piccoli imprenditori e di professionisti che finora erano immuni proprio grazie alla flat tax di cui ora rimane solo il nome.

Tra le altre novità che cambiano questo sistema di tassazione, c’è anche la riduzione delle soglie sull’acquisto dei beni strumentali e sui costi del personale assunto: proprio un anno fa, i vecchi limiti erano scomparsi, come quello del tetto di 5 mila euro per i compensi a dipendenti aziendali e collaboratori di studio, mentre adesso si punta a reintrodurli, ponendo di fatto uno sbarramento per chi ha personale alle dipendenze e si vedrà preclusa la tassazione agevolata al 15%.

La piccola consolazione è che la stretta non dovrebbe riguardare le startup, le nuove imprese entro i primi 5 anni di attività. Inutile dire che, come avevamo già anticipato nei giorni scorsi, il Governo ha definitivamente abbandonato l’estensione della flat tax con aliquota agevolata per le partite Iva con ricavi da 65 mila a 100 mila euro, che avrebbe dovuto costituire la “fase 2” del sistema ed entrare in vigore all’inizio del prossimo anno.”

Nel 2020 previste in aumento le entrate tributarie per tre miliardi di euro

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Roma – In base agli ultimi dati di monitoraggio resi noti dal commercialista Lamberto Mattei in seguito ad una ricerca dello Studio Associato Sarcc – ammonta a circa 10,7 miliardi di euro il gettito versato lo scorso 30 settembre dai contribuenti ai quali si applicano gli ISA e dai c.d. forfettari. “Nel complesso, a livello di Pubblica Amministrazione, – spiega Mattei –  le proiezioni 2019 dei risultati dell’autoliquidazione (comprensivi delle imposte sostitutive e delle compensazioni), elaborate sulla base dei versamenti del 30 settembre, mostrano per l’anno in corso uno scostamento positivo di 1.460 milioni di euro rispetto alle previsioni su base annua incluse nella Nota di Aggiornamento del Documento di economia e finanza.

Va segnalato che lo scostamento positivo rappresenta una stima estremamente prudenziale del gettito atteso dai contribuenti che alla scadenza del 30 settembre hanno scelto di rateizzare il versamento (entro la scadenza del 16 novembre), ovvero di versare con una maggiorazione dello 0,4% il 30 ottobre (in unica soluzione o in due rate entro il 16 novembre).

Il dato non rappresenta una novità assoluta e imprevista: in questo senso le stime del governo sulle entrate derivanti dal miglioramento della tax compliance inserite nella Nadef erano prudenziali. Gli ultimi dati disponibili confermano l’impostazione prudente di tali stime e consentono di registrare importanti entrate nel Bilancio dello Stato. In particolare, con il differimento previsto nel decreto legge fiscale in procinto di essere varato dal Consiglio dei ministri al 16 marzo 2020 del pagamento della rata del 16 novembre 2019, si prevedono maggiori entrate nel prossimo anno per circa 3 miliardi di euro.

In arrivo detrazioni fiscali e incentivi solo per chi usa bancomat o carta di credito?

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Roma – Il punto interrogativo è d’obbligo perchè finora si tratta di una proposta lanciata dal Premier Conte, ma cerchiamo di capire – spiega il commercialista Lamberto Mattei – qualcosa in più sulle motivazioni in linea generale. Stando alle prime interpretazioni non si tratta quindi di tasse che puniscano l’uso del contante, ma di sconti fiscali come incentivo a usare bancomat e carte di credito nelle operazioni quotidiane, dal pagamento dell’idraulico alla spesa al negozio. Il premio sarà una detrazione fiscale, cioè un rimborso di una percentuale dei pagamenti?  E una forma di premialità sarà concessa anche a quegli esercenti che passeranno dall’incasso del contante all’utilizzo del Pos: riceveranno un credito di imposta in modo da rendere sostenibili i costi per l’installazione e la gestione dei dispositivi.
Non solo: si punta ad azzerare la commissione a carico dei commercianti per le spese fino a 5 euro, e a ridurla notevolmente per quelle fino a 25 euro.

La convenienza scatterebbe se il ricorso agli strumenti elettronici diventasse la condizione per poter fruire delle attuali detrazioni Irpef, sulle spese mediche, universitarie e tutte le altre. In pratica, lo sconto fiscale del 19% spetterebbe solo a chi usa una carta elettronica per pagare il medico, la palestra dei figli, le spese funebri o quelle dell’università. Esattamente come avviene oggi con le agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie e il risparmio energetico, oggi riconosciute solo se il pagamento avviene con bonifico bancario. Altro strumento, che potrebbe essere introdotto all’inizio del 2020, è la card unica.  L’attuale carta di identità elettronica dovrebbe assorbire nel medio periodo la tessera sanitaria, l’identità digitale, la patente e forse anche la tessera elettorale e il badge dei dipendenti pubblici. E verrebbe dotata di una funzione di pagamento per operare come una sorta di borsellino elettronico. Non servirà necessariamente disporre di un conto corrente bancario, perché la card verrebbe collegata a un più semplice conto di pagamento (per il quale con la legge di bilancio scatterebbe l’esenzione dall’imposta di bollo) e avrebbe la possibilità di essere caricata anche dal tabaccaio.

Compliance, versamenti diretti e ruoli portano a 16.2 miliardi gli incassi da controlli fiscali

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Nel 2018 (+11%) a cui si aggiungono 3 miliardi di entrate “straordinarie” da definizione liti, rottamazione e voluntary – Primi risultati della e-fattura antievasione:
in due mesi bloccati 688 milioni di euro di falsi crediti Iva

Roma – Una approfondita ricerca dello staff del commercialista Lamberto Mattei permette di focalizzare i dati aggiornati sull’argomento: “Lo scorso anno sono stati riportati nelle casse dello Stato oltre 16 miliardi di euro derivanti dalle ordinarie attività di controllo, l’11% in più rispetto al 2017. Si tratta di somme effettivamente incassate tramite versamenti diretti (+10%), lettere per la compliance (+38%) e ruoli (+4%). Si registra, invece, una flessione delle entrate derivanti da misure straordinarie, come la definizione delle liti fiscali (-87%), la rottamazione (-41%) e la voluntary disclosure (-25%), dalle quali derivano incassi per 3 miliardi di euro che, sommati ai recuperi da controlli ordinari, portano il dato complessivo degli incassi 2018 a 19,2 miliardi di euro.
Il Fisco contribuisce a rendere il Paese più attrattivo per gli investitori e prosegue nel percorso di digitalizzazione dei servizi: lo scorso anno sono state fornite 27 risposte a interpelli nuovi investimenti, che porteranno in previsione maggiori risorse per circa 15 miliardi di euro e 13mila nuovi posti di lavoro. Mentre avanza la strategia digitale delle Entrate – sono 8,4 milioni i cittadini registrati ai servizi fiscali online – la e-fattura continua il suo “rodaggio” con 350 milioni di documenti già arrivati al Sistema di interscambio, gestito dal partner tecnologico Sogei, e mostra le proprie potenzialità nel contrasto alle frodi. Si attestano a 17,5 miliardi di euro i rimborsi a famiglie e imprese (+8% rispetto all’anno precedente).
Questi alcuni dei dati presentati oggi in conferenza stampa dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Antonino Maggiore, alla presenza del ministro dell’Economia e delle Finanze, Prof. Giovanni Tria, e dei principali rappresentanti dell’Amministrazione finanziaria.
Recuperati più di 16 miliardi grazie ai controlli fiscali – Nell’ambito dei tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate, il recupero ordinario da attività di controllo supera i 16 miliardi di euro (16,16 miliardi precisamente) con un incremento dell’11% rispetto all’anno precedente (14,5 miliardi). Di questi, 11,25 miliardi derivano dai versamenti diretti (somme versate a
seguito di atti emessi dall’Agenzia) che fanno segnare un aumento del 10% rispetto al 2017. Circa 1,8 miliardi, invece, sono il frutto dell’attività di promozione della compliance : il gettito conseguito con 1,9 milioni di alert inviati dell’Agenzia effettua un balzo in avanti del 38% rispetto all’anno precedente e addirittura del 260% rispetto al 2016. Si attesta a 3,1 miliardi il recupero conseguente ai ruoli ordinari (+4%) di competenza dell’Agenzia delle Entrate, mentre scende il recupero da misure straordinarie: dalla definizione delle controversie tributarie sono arrivati 100 milioni di euro (-87%), dalla rottamazione di cartelle riferite all’Agenzia delle Entrate 2,59 miliardi (-41%), dalla voluntary 1 e bis 300 milioni di euro (-25%) e dalla prima misura di pace fiscale, partita negli ultimi due mesi 2018, 50 milioni di euro. In totale le entrate “straordinarie” ammontano quindi a 3 miliardi di euro.
Cresce il gettito spontaneo relativo ai principali tributi gestiti dall’Agenzia delle Entrate (imposte dirette e indirette, imposte regionali e comunali), che passa dai 414 miliardi del 2017 ai quasi 420 miliardi (+1,4%) del 2018.
Il recupero di Agenzia Entrate-Riscossione – L’azione svolta dall’agente della riscossione ha riportato complessivamente nelle casse dello Stato 10 miliardi di euro. Di questi, 6,1 miliardi sono ruoli ordinari emessi per conto dell’Agenzia delle Entrate e di altri enti e 3,91 miliardi derivano, complessivamente, dalla prima e dalla seconda rottamazione delle cartelle. Le somme riscosse arrivano per il 55% da contribuenti con debiti superiori a 100mila euro e per il 21% da cittadini con debiti compresi tra 10 e 50mila euro. Solo l’1,8% degli importi riscossi arriva da cittadini con debiti fino a 1.000 euro.
L’e-fattura si consolida e svela i primi risultati antievasione e antifrode – Dopo la prima fase di avvio, la fatturazione elettronica è entrata nel vivo e nel quotidiano di milioni di italiani. Sono, ad oggi, circa 2,7 milioni gli operatori che hanno inviato 350 milioni di e-fatture, con una percentuale di scarto pari al 3,85%. Proprio grazie alle analisi del rischio basate su e-fatture e dati del portale Fatture e corrispettivi, in poco più di due mesi è stato smascherato un complesso sistema di frodi messo in atto attraverso false fatturazioni tra società cartiere e sono stati scoperti e bloccati falsi crediti Iva per 688 milioni di euro.
Le misure per l’attrattività e la consulenza del Fisco – Tra le misure per l’attrattività del Paese, si segnalano 27 risposte relative all’interpello nuovi investimenti, che, in previsione, porteranno maggiori risorse per circa 15 miliardi e 13mila nuovi posti di lavoro su base pluriennale. Sono nove le grandi società ammesse lo scorso anno al regime di adempimento collaborativo (cooperative compliance). Sono stati, infine, conclusi nel 2018 618 accordi di Patent box. Sul versante dell’interpretazione normativa, il 2018 ha visto l’Agenzia rispondere puntualmente a tutti gli interpelli in scadenza nell’anno, pari a 11.167. Più brevi i tempi di lavorazione: per il 91% degli interpelli ordinari è stata fornita una risposta entro 80 giorni, anziché nel termine ordinario di 90; al 96% degli interpelli probatori è stato dato riscontro entro 90 giorni anziché nel termine standard di 120. Si accorciano i tempi anche in tema di consulenza giuridica: per l’86% delle richieste risposta entro 90 giorni rispetto ai 120 previsti.
Servizi più rapidi, avanza ancora il digitale – Sul fronte dell’attività di servizio ai cittadini, nel 2018 sono stati erogati rimborsi a famiglie e imprese per un ammontare di 17,5 miliardi di euro (+8% rispetto all’anno precedente). Cresce l’utilizzo dei servizi online – a quota 8,4 milioni gli utenti registrati ai servizi telematici dell’Agenzia (+20% sul 2017) – e aumentano le visite al cassetto fiscale, che sfiorano i 30 milioni (+12% rispetto al 2017). Dei circa 1,9 milioni contratti di locazione quasi 7 su 10 sono stati registrati tramite i servizi telematici dell’Agenzia. Per quanto riguarda i servizi catastali e ipotecari, lo scorso anno sono stati presentati online oltre 1,4 milioni di atti di aggiornamento delle banche dati e 4,3 milioni di atti di aggiornamento delle intestazioni catastali. Il modello F24 si conferma essere il principale strumento per il versamento di imposte e contributi: nel 2018 sono complessivamente affluiti ai sistemi dell’Agenzia versamenti per 608 miliardi di euro, al netto delle compensazioni, di cui il 96% tramite servizi telematici.
68mila i ricorsi in primo grado, -60% grazie alla mediazione – Nel 2018 sono ulteriormente calati i ricorsi tributari in primo grado rispetto agli anni precedenti. L’anno scorso sono stati, infatti, 68mila i contribuenti che si sono rivolti alla Commissione tributaria provinciale, a fronte dei 70mila ricorrenti del 2017. Il calo supera il 60% se si confrontano i ricorsi del 2018 con quelli presentati nel 2011, vale a dire l’anno precedente all’introduzione dell’istituto del reclamo/mediazione.”