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Sconti fiscali per l’edilizia, correlati alla spesa subito sostenuta e non alla ultimazione lavori

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Roma 24 nov 2021  – I bonus legati al Sal (stato avanzamento lavori), anche se gli interventi sono realizzati dopo la scadenza della specifica agevolazione, sono salvi, a condizione che fatture e pagamenti siano effettuati entro il 2021 e che i lavori siano, in seguito, effettivamente eseguiti. Lo ha chiarito direttamente il Ministero delle Finanze, includendo implicitamente anche il bonus facciate.

In particolare, tale pronuncia giunge in relazione al fatto che taluni interroganti hanno chiesto di chiarire se il contribuente che esegue i lavori, pagando nel corso di essi acconti coerenti con gli stati di avanzamento dei lavori (Sal) non inferiori al 30%, come previsto dall’articolo 121 del Dl “Rilancio”, e che non riesce però a portarli completamente a termine, abbia comunque diritto a godere dei relativi benefìci fiscali.

In materia di Superbonus, rispondono dal Mef, i benefici sono correlati al “sostenimento» delle spese, risultando, invece, indifferente la data di ultimazione degli interventi agevolabili”, l’importante è che vengano effettivamente completati. La mancata effettuazione degli interventi, al pari dell’eventuale assenza di altro requisito fissato dalla norma determinerà il recupero della detrazione indebitamente fruita, sia pure nella modalità alternativa dello sconto in fattura/cessione del credito d’imposta, maggiorato degli interessi e delle sanzioni. di cui all’articolo 13 del Dlgs n. 471/1997. Il concorso nella violazione comporterà, oltre all’applicazione dell’articolo 9, comma 1, del Dlgs n. 472/1997, altresì, la responsabilità in solido del fornitore, che ha applicato lo sconto, e dei cessionari, per il pagamento dell’importo corrispondente alla detrazione non spettante e dei relativi interessi.
Pertanto, è possibile esercitare, in vigenza della agevolazione fiscale, anche l’opzione di cui al citato articolo 121 del decreto “Rilancio”, in relazione a un acconto corrispondente a un Sal non inferiore al 30% dell’intervento complessivo, ancorché i lavori saranno ultimati successivamente al predetto termine di vigenza dell’agevolazione.

Imposta sui giochi, spunti e riflessioni sulla struttura giuridica più adeguata

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Roma – Un tema di scottante attualità quello relativo al tema delle imposte sui giochi. Pubblichiamo questa interessante informativa che contiene spunti, riflessioni ed approfondimenti. “In questi casi – spiega il dott. Lamberto Mattei – è importante concentrarsi soprattutto analizzando le normative da applicare per una struttura giuridica maggiormente adeguata al tipo di attività intrapresa”

Di seguito la relazione in formato PDF scaricabile o consultabile:

Spunti e riflessioni intorno alla struttura giuridica più adeguata a un’…

Mobilità sostenibile, tre anni di tempo per spendere il bonus monopattini

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Possono beneficiare del credito imposta le persone fisiche che hanno acquistato un veicolo, nuovo o usato, a bassa emissione di Co2 e rottamato, contestualmente, un’altra vettura

Roma 3 novembre 2021 – Sono pronte le regole attuative della misura agevolativa finalizzata a incentivare l’utilizzo di mezzi di trasporto che consentono di diminuire le emissioni di Co2. Il decreto Mef del 21 settembre 2021, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di venerdì scorso, 29 ottobre, definisce infatti le modalità per l’accesso al credito d’imposta previsto dal decreto “Rilancio” (articolo 44, comma 1-septies) per le spese sostenute dal 1° agosto al  31  dicembre  2020 per l’acquisto di monopattini elettrici, biciclette elettriche o muscolari, abbonamenti al trasporto pubblico, servizi di mobilità elettrica in condivisione o sostenibile . Il bonus può essere utilizzato entro tre anni, a decorrere dal 2020, nella misura massima di 750 euro, nei limiti di spesa previsti.

Possono usufruire del credito d’imposta le persone  fisiche che, dal 1° agosto al 31 dicembre 2020hanno rottamato, contestualmente all’acquisto di un veicolo, anche usato, a bassa emissione di anidride carbonica (Co2 compresa tra 0 e 110 g/km), un secondo veicolo di categoria M1 (veicoli per il trasporto di persone, aventi al massimo otto posti a sedere oltre al sedile del conducente). L’auto rottamata doveva essere intestata da almeno un anno all’intestatario del nuovo veicolo o a un familiare convivente alla data di acquisto della stessa vettura, oppure, in caso di locazione finanziaria, doveva essere intestato, da almeno dodici mesi, al soggetto utilizzatore del veicolo o a uno dei familiari.

Per ottenere il bonus le persone fisiche dovranno inoltrare per via telematica, all’amministrazione finanziaria, un’istanza entro il termine e secondo lo schema definiti con successivo provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate. Nella domanda i richiedenti dovranno indicare quanto hanno speso nel 2020 per l’acquisto dei veicoli agevolabili (monopattini elettrici, biciclette elettriche o muscolari, abbonamenti al trasporto pubblico, servizi di mobilità elettrica in condivisione o sostenibili).

L’Agenzia, sulla base del fondo stanziato e l’ammontare complessivo delle spese agevolabili, determinerà, con provvedimento del direttore, la percentuale di credito attribuibile a ogni richiedente.
L’incentivo non è cumulabile con altri benefici fiscali riconosciuti per le stesse spese.

Il credito d’imposta, stabilisce il decreto, è utilizzabile esclusivamente nella dichiarazione dei redditi in diminuzione delle imposte dovute ed è fruibile non oltre il periodo d’imposta 2022 (quindi, nella dichiarazione dei redditi 2023).

Procedure fallimentari: in diminuzione dal periodo precovid

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Roma – Resta contenuto, e al disotto dei valori del periodo pre-pandemia, il numero delle imprese costrette a portare i libri in tribunale per chiudere l’attività. Nei primi sei mesi del 2021, infatti – secondo i dati UnioncamereInfoCameretratti dal Registro delle Imprese delle Camere di Commercio – sono state 4.667 le imprese che hanno avviato una procedura fallimentare, contro le 5.380 del corrispondente periodo del 2019, prima dell’irrompere dell’emergenza Covid.

Nel mezzo, si colloca il dato delle 2.924 dichiarazioni di fallimento presentate dei primi sei mesi del 2020, segnati tuttavia dall’imposizione del lockdown e dal prolungato stop alle attività dei tribunali.

Il tasso di fallimento delle imprese italiane – dato dal numero di procedure fallimentari aperte ogni mille imprese registrate – si attesta dunque al valore di 0,76.

E’ quanto risulta dall’indagine condotta da Unioncamere e InfoCamere,a partire dai dati del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio, sulle aperture di procedure fallimentari nei primi sei mesi degli ultimi tre anni.

Prendendo come riferimento il primo semestre del 2019 – l’ultimo non affetto dalle conseguenze legate all’emergenza sanitaria – il bilancio della prima metà del 2021 mostra per quasi tutte le regioni valori in diminuzione, per una media nazionale che si attesta al -13,3%. Fanno eccezione alcune tra le regioni più piccole come la Basilicata (+53,6%) e Molise (+41,7%)  dove però bastano pochi casi in più per determinare forti variazioni relative; tra le regioni più grandi, a far segnare un incremento rispetto a due anni fa si segnala la sola Sicilia (+1,4%). L’unica regione che, pur in forte riduzione rispetto ai primi sei mesi del 2019 (-16,1%), si colloca sopra la soglia dell’uno per mille nel tasso di fallimento è la Lombardia.

La dinamica attenuata dei fallimenti si distribuisce in modo diffuso anche tra i settori di attività delle imprese. A mostrare un accelerazione rispetto al primo semestre 2019 sono la fornitura di energia (+60%), la sanità e assistenza (+21,6%), il trasporto e magazzinaggio  (+19%), l’istruzione (+13.3%) e le attività assicurative e finanziarie (+3,2%)

Sdebitalia avvia campagna di sensibilizzazione sulla tassazione bancaria, Mattei: “tema di scottante interesse”

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Roma –  Il Presidente del movimento politico sdebitalia Gilberto Di Benedetto a nome del corpo politico che rappresenta ,intende promuovere una campagna di sensibilizzazione dei cittadini ,al fine di determinare attraverso il consenso politico un percorso legislativo per arrivare a tassare le banche.Il direttivo del movimento ,come linea politica di questa iniziativa ,si riconosce nel pensiero dell’ economista Antonino Galloni che in una sua breve nota ha dichiarato: “Le banche centrali quando creano moneta (cartacea o elettronica) la iscrivono al passivo; la prestano a debito agli Stati, in genere contro titoli che mettono all’attivo e gli interessi nel conto profitti. Così nascondono il reale vantaggio della propria posizione. Le banche commerciali quando accendono un credito (sempre creazione è) emettono assegni circolari ovvero formano depositi che, per le banche stesse, sono passivo: quindi, attivo del credito meno passivo del deposito (che è il credito medesimo!) uguale zero a parte gli interessi. Insomma, grazie alla partita doppia, sia le centrali sia le commerciali occultano il vero guadagno che non è dato solo dagli interessi al netto dei costi, ma soprattutto dalla creazione al netto dei costi (+gli interessi). Quindi le banche potrebbero pagare le tasse sulla creazione monetaria meno i costi di produzione; oppure applicare interessi fortemente negativi per effettuare investimenti sociali e strategici”.

“Ci troviamo di fronte alla necessità – spiega il dottore commercialista Lamberto Mattei, co-founder di Sdebitalia – di approfondire un tema di scottante interesse, con Sdebitalia le valutazioni sono centrate proprio sul ruolo degli istituti di credito, che beneficiano di una serie di standard normativi poco conosciuti all’opinione pubblica

La voce del popolo in piazza a Roma, Mattei: “servono iniziative per garantire ripartenza alle attività”

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Roma 10 Mag 2021 – All’indomani della manifestazione svoltasi a Roma lo scorso 6 Maggio, nella quale il Movimento Autonomi e Partite Iva ha partecipato unitamente ad altre sigle associative, interviene il dott. Lamberto Mattei, coordinatore del movimento per la regione Lazio:

“Con l’occasione – ha affermato Mattei alla stampa nazionale – intendo ringraziare tutti per la partecipazione anche a questa iniziativa che si è svolta in modalità più sobria ma efficace. Stiamo lavorando per un accordo con una rete regionale che avrà iniziale durata trimestrale per elaborare un programma con una duplice finalità: portare avanti le istanze ed i programmi del movimento, ed evidenziale le singole figure professionali e commerciali. Oggi più che mai – prosegue Mattei – serve investire anche sulla promozione delle potenzialità del settore produttivo, tentando di intercettare incentivi fiscali, e con poche risorse attuando metodi innovativi, possiamo fornire elementi di rilievo per agevolare la ripartenza delle nostre attività. ”

Chiunque possa essere interessato a prendere contatti può cliccare qui e compilare il form inviando una presentazione della propria azienda.

 

 

 

La voce del popolo in piazza, Filograna e Mattei (Aut.P.Iva): “ci saremo per difendere il lavoro”

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Roma – Il Movimento Autonomi e Partite Iva di cui è coordinatore nazionale il sen. Eugenio Filograna con  il dott.Lamberto Mattei, coordinatore del Lazio parteciperanno con il proprio sostegno attivo alla manifestazione “La voce del popolo”, organizzata in piazza del Popolo a Roma per Giovedì 6 maggio 2021 con inizio alle ore 13.30.

L’evento sarà presenziato da numerose organizzazioni a difesa delle categorie produttive messe in ginocchio dalle chiusure per la pandemia covid 19. In  piazza dunque ci saranno oltre al Movimento Autonomi e Partite Iva Lazio anche, ;AFI, Rete delle Partite Iva, APIT, P.IVA Campania, P.iva Piemonte, Silb FIPE, Ass. NAZIONALE DJ, ORA BASTA, Ass. Circensi, Ass.Parchi Giochi, Io Apro, No lockdown Emilia Romagna, Emilia Romagna Responsabile, Marcia della Liberazione, ANA, Comitato Albergatori di Roma.

“Anche questa volta ci saremo – spiegano Filograna e Mattei – come sempre al fianco di chi ogni giorno deve difendere il diritto al lavoro, ma unitamente a tutte le partite Iva un particolare sostegno del nostro movimento è riservato agli albergatori della nostra bellissima capitale, i quali hanno visto ridurre drasticamente le entrate, azzerate in molti casi e dovendo comunque sopportare costi altissimi di affitti, Imu, Tari e di tutte le spese relative alle utenze ed ad un meccanismo di mantenimento aziendale”.

Sul fronte del settore alberghiero e turistico ricettivo si distingue a Roma l’azione del vice presidente del Comitato Alberghiero di Roma Roberto Di Renzo.

 

Noi As.P.Im. Europa, il dott. Lamberto Mattei nominato coordinatore Lazio dal Presidente Pepe

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Roma 17 Mar 2021 – Il presidente nazionale Antonio Pepe con proprio provvedimento ha ufficializzato la nomina a responsabile del coordinamento del Lazio di Noi As.p.Im. Europa nella figura del dott. Lamberto Mattei.

Lo stesso avrà il compito ora di organizzare questa struttura che si caratterizzerà con un impegno da dedicare alla tutela delle piccole  e medie imprese che con l’Associazione a guida di Pepe apre le porte e gli orizzonti in Europa.

Per Mattei si tratta di un ulteriore tassello che compone il mosaico del suo impegno profuso a tutto campo nel contesto produttivo e per dare risposte concrete alle esigenze delle imprese.

“In questo specifico momento – ha affermato Mattei – sono onorato della fiducia che il Presidente Nazionale dott. Pepe ha rivolto alla mia persona e profonderò tutto il mio impegno per assicurare all’Associazione l’attuazione della mission statutaria a livello centrale. La Regione Lazio, in particolare, costituirà un punto di riferimento per iniziative concrete ed efficaci, di cui oggi c’è sicuramente un grande  bisogno”.

Soddisfazione è stata espressa anche da Antonio Pepe, anch’egli affermatosi sul panorama nazionale ed estero per il suo impegno di settore.

Dl sostegno, il Movimento Aut. e P.Iva Lazio scrive a Draghi: “urge modifica al calcolo indennizzi”

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Il coordinatore del Lazio dott. Lamberto Mattei in sinergia con il coordinamento nazionale ha inviato una nota al presidente del Consiglio dei Ministri

Roma – Proseguono a tutto campo le iniziative del Movimento Autonomi e Partite Iva di cui è coordinatore nazionale l’attivissimo Eugenio Filograna. Il movimento, come noto, segue costantemente l’evolversi della situazione normativa di sostegno alle imprese così gravate dalle chiusure per covid19.

In tutta Italia cresce l’attenzione e l’adesione per il movimento che si caratterizza proprio per la sua azione concreta di difesa e tutela delle pmi e l’azione portata avanti a fatti e non solo a parole. Filograna ha uno staff d’eccellenza, ed in particolare nel Lazio il coordinamento segue da vicino gli andamenti nei palazzi del governo.

Nel merito del Dl Sostegno, il coordinatore Regionale Lazio del Movimento Autonomi e Partite Iva, dott. Lamberto Mattei ha inviato una nota al Presidente del Consiglio prof. Mario Draghi con la quale, unitamente a tutti gli altri coordinamenti, richiede la modifica formale del meccanismo di calcolo dei Sostegni contenuti sulla bozza resa pubblica del Decreto Sostegno che approderà al Consiglio dei Ministri.

Nello specifico – si legge nella lettera:

Al Titolo I, dell’art. 1, al punto 5 dalla succitata bozza viene oggi riportato che:

“l’ammontare del contributo a fondo perduto è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi dei mesi di gennaio e febbraio 2021 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi dei mesi di gennaio e febbraio 2019 come segue:

 

  1. a) venti per cento per i soggetti con ricavi o compensi indicati al comma 3 non superiori a quattrocentomila euro nel periodo d’imposta 2019;
    b) quindici per cento per i soggetti con ricavi o compensi indicati al comma 3 superiori a quattrocentomila euro e fino a 1 milione di euro nel periodo d’imposta 2019;
    c) dieci per cento per i soggetti con ricavi o compensi indicati al comma 3 superiori a 1 milione di euro nel periodo d’imposta precedente 2019.”

In particolare, ritengo la formula dei ristori sopra indicata lacunosa, inefficace e discriminatoria in relazione alle perdite da me subite nel 2020 ed in funzione di quanto concesso sin dall’inizio della pandemia al popolo dei dipendenti.

Richiedo formalmente che la determinazione degli indennizzi venga calcolata in base alle perdite di fatturato complessivo subite considerando l’intero anno 2020 rispetto al 2019, e non soltanto confrontando i primi mesi dell’anno come sopra indicato, erogando un contributo a Fondo Perduto dell’80% del fatturato, eventualmente dedotto di quanto già percepito dai precedenti ristori, così come già avviene in altri paesi Europei.

 

Inoltre, richiedo un sostegno speciale per tutte quelle nuove aziende aperte a partire dalla seconda metà del 2019 o addirittura già nel 2020 che siano state completamente ignorate e ulteriormente discriminate sino ad ora dalle precedenti misure di sostegno e che lo sarebbero nuovamente anche dal vostro attuale meccanismo, così come proposto in bozza. Per queste attività è fondamentale prevedere al minimo la copertura totale di tutte le spese documentate, unitamente ai compensi dei dipendenti, oltre ad una cifra forfettaria di almeno € 1000 al netto dell’IVA per ciascun mese di chiusura per almeno il 50% del tempo.

In assenza di tali modifiche si teme seriamente per il futuro delle aziende.

Mi auguro – conclude Mattei nella nota –  che la presente comunicazione venga da voi illustri rappresentanti del governo valutata con attenzione, e nell’augurio che venga accolta anche per il bene di tutte le aziende come la mia vi ringrazio e vi auguro buon lavoro.”