Monthly Archives

Ottobre 2019

Limiti al denaro contante, il commercialista Lamberto Mattei: “idiosincrasia incomprensibile e dannosa”

By | Approfondimenti | No Comments

Roma – Con decorrerenza primo gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2021 il divieto per l’utilizzo del contante è fissato a 2.000 euro. A decorrere dal primo gennaio 2022 il divieto scatta a 1.000 euro. È la soglia confermata nell’ultima bozza del decreto fiscale in materia di modifiche al regime di utilizzo del contante.

La norma, spiega la relazione illustrativa, introduce modifiche volte a ridurre progressivamente la soglia. Lo fa secondo una logica transitoria spalmata sul prossimo biennio, dapprima a 2.000 euro e successivamente a 1.000 euro. Così limita le transazioni in denaro contante che possono essere effettuate al di fuori del circuito degli intermediari bancari e finanziari abilitati.

La norma vigente prevede il divieto di trasferire denaro contante e titoli al portatore in euro e in valuta estera per un valore complessivamente pari o superiore a 3.000 euro. La disposizione, si legge nella relazione tecnica, non produce nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, essendo peraltro assistita da una regime transitorio capace di neutralizzare qualsiasi effetto a regime.

“Può essere giusto incentivare i pagamenti con i sistemi elettronici – commenta il commercialista Lamberto Mattei – ma questa idiosincrasia verso il contante è incomprensibile e soprattutto dannosa per la collettività nazionale”.

Cambia il regime di tassazione per i forfettari fino a 65 mila euro torna la determinazione dei ricavi in modo analitico

By | Economia e finanza | No Comments

Roma – Cerchiamo di capire come stiano le cose relativamente alla flat tax. Una ricerca dello Studio Associato Sarcc di cui è founder il commercialista Lamberto Mattei evidenzia quanto segue: “il regime di tassazione agevolato e semplificato per le piccole partite Iva. La scelta del governo è definitiva, perché è messa nero su bianco nel Def, il Documento di economia e finanza, che il Consiglio dei Ministri ha varato stanotte e contiene l’ossatura della legge di Bilancio e del Decreto fiscale collegato.

Per i forfettari fino a 65 mila euro, rimane l’aliquota fissa al 15%, ma non ci sarà più il metodo presunto per determinare il reddito su cui calcolarla: l’ammontare dei costi e ricavi si otterrà in modo analitico, come avveniva in passato e come avviene per i contribuenti che non applicano questo regime.

Viene  meno dunque questa importante semplificazione che consentiva alle imprese ed ai professionisti in regime forfettario di non dover tenere libri e registri contabili e di non essere tenuti a conservare le fatture di acquisto, perché i costi venivano determinati in percentuali fisse che ora sono praticamente annullate.

Ma oltre questo si profilano altri adempimenti collegati alla legge di Bilancio, ossia l’obbligo  per queste partite Iva di istituire un conto corrente specifico e dedicato  al fine di raccogliere e gestire tutti i movimenti dell’attività svolta: così i versamenti degli incassi e i prelievi per le necessità del titolare verranno automaticamente tracciati e confluiranno nella Superanagrafe dei conti correnti. Non ci sarà più possibilità di “confusione” tra conti correnti personali e movimenti dedicati all’attività aziendale o professionale. Tutto emergerà chiaramente e subito agli occhi del Fisco.

La lotta all’evasione dunque ha prevalso sulla semplificazione: va avanti l’analiticità delle registrazioni contabili e soprattutto vengono potenziati i maggiori controlli. Nel mirino, ora, ci sono due milioni di piccoli imprenditori e di professionisti che finora erano immuni proprio grazie alla flat tax di cui ora rimane solo il nome.

Tra le altre novità che cambiano questo sistema di tassazione, c’è anche la riduzione delle soglie sull’acquisto dei beni strumentali e sui costi del personale assunto: proprio un anno fa, i vecchi limiti erano scomparsi, come quello del tetto di 5 mila euro per i compensi a dipendenti aziendali e collaboratori di studio, mentre adesso si punta a reintrodurli, ponendo di fatto uno sbarramento per chi ha personale alle dipendenze e si vedrà preclusa la tassazione agevolata al 15%.

La piccola consolazione è che la stretta non dovrebbe riguardare le startup, le nuove imprese entro i primi 5 anni di attività. Inutile dire che, come avevamo già anticipato nei giorni scorsi, il Governo ha definitivamente abbandonato l’estensione della flat tax con aliquota agevolata per le partite Iva con ricavi da 65 mila a 100 mila euro, che avrebbe dovuto costituire la “fase 2” del sistema ed entrare in vigore all’inizio del prossimo anno.”

Nel 2020 previste in aumento le entrate tributarie per tre miliardi di euro

By | Economia e finanza | No Comments

Roma – In base agli ultimi dati di monitoraggio resi noti dal commercialista Lamberto Mattei in seguito ad una ricerca dello Studio Associato Sarcc – ammonta a circa 10,7 miliardi di euro il gettito versato lo scorso 30 settembre dai contribuenti ai quali si applicano gli ISA e dai c.d. forfettari. “Nel complesso, a livello di Pubblica Amministrazione, – spiega Mattei –  le proiezioni 2019 dei risultati dell’autoliquidazione (comprensivi delle imposte sostitutive e delle compensazioni), elaborate sulla base dei versamenti del 30 settembre, mostrano per l’anno in corso uno scostamento positivo di 1.460 milioni di euro rispetto alle previsioni su base annua incluse nella Nota di Aggiornamento del Documento di economia e finanza.

Va segnalato che lo scostamento positivo rappresenta una stima estremamente prudenziale del gettito atteso dai contribuenti che alla scadenza del 30 settembre hanno scelto di rateizzare il versamento (entro la scadenza del 16 novembre), ovvero di versare con una maggiorazione dello 0,4% il 30 ottobre (in unica soluzione o in due rate entro il 16 novembre).

Il dato non rappresenta una novità assoluta e imprevista: in questo senso le stime del governo sulle entrate derivanti dal miglioramento della tax compliance inserite nella Nadef erano prudenziali. Gli ultimi dati disponibili confermano l’impostazione prudente di tali stime e consentono di registrare importanti entrate nel Bilancio dello Stato. In particolare, con il differimento previsto nel decreto legge fiscale in procinto di essere varato dal Consiglio dei ministri al 16 marzo 2020 del pagamento della rata del 16 novembre 2019, si prevedono maggiori entrate nel prossimo anno per circa 3 miliardi di euro.

Lo staff dello Studio Associato Sarcc, sempre verso gli orizzonti della professionalità di settore

By | News | No Comments

Roma – Uno staff di professionisti veri caratterizza lo Studio Associato Sarcc di cui è founder il commercialista Lamberto Mattei associato con la dr.ssa Antonina Tricamo, la dr.ssa Silvia Pesaresi. Una struttura che guarda al futuro e che lavora con un gioco di squadra settoriale per fornire assistenza ed alta professionalità di settore a 360°. Nel settore della consulenza fiscale, tributaria e del lavoro lo Studio Associato ha organizzato una rete a livello nazionale ed estero dove il confronto ed il continuo studio delle normative consente di individuare le giuste soluzioni in questi contest.
La sinergia con tutti i partner dello Studio Associato è l’elemento fondante di un crescente successo nella pianificazione e nel controllo di gestione delle imprese, per la crescita e la tutela dei contribuenti in generale.

Una struttura nella quale le risposte ai quesiti sono immediate, e la ricerca di soluzioni per le criticità che insorgono costituiscono uno dei punti di forza di alta professionalità. Ecco la presentazione del nuovo assetto dello Studio Associato Sarcc:

Nuovo incarico nazionale: il commercialista Lamberto Mattei nominato responsabile credito e servizio del C.o.m.p.i.e.

By | News | No Comments

Roma 11 Ottobre 2019 – Si è svolta ieri in Roma presso la sede Nazionale della Confederazione Medie e piccole imprese europee, la riunione della giunta esecutiva. In tale occasione il presidente della medesima confederazione, ha proposto ed ottenuto l’approvazione all’unanimità della nomina del Responsabile Nazionale credito e servizi. La figura individuata per tale incarico è stata quella del dottor Lamberto Mattei, da sempre impegnato in attività di ricerca e di tutela per le piccole e medie imprese. “Sono onorato di questa nuova investitura – ha dichiarato Mattei alla stampa – e sono sicuro che in questo percorso della Confederazione si possano cogliere importanti obiettivi sinergici per le imprese italiane. Il contesto di azione della C.o.m.p.i.e. è infatti di livello europeo, e questo ci consente di confrontarci con i diversi sistemi contributivi delle varie nazioni. Ma oltre a questo – conclude Mattei – è importante cogliere le opportunità in rete per le nostre piccole e medie imprese italiane, attraverso forme di credito e servizi innovativi in generale per la loro crescita”.

 

Relazione sull’economia: alta evasione pesa sulla crescita. Mattei: “i contribuenti vanno tutelati”

By | Approfondimenti | No Comments

Roma 8 ottobre 2019 – I dati contenuti nella Relazione sull’economia non osservata allegata alla Nota di aggiornamento al Def “mostrano la persistenza di livelli elevati di evasione fiscale e contributiva, aspetti critici per il rafforzamento della capacità competitiva e di crescita del nostro Paese e per l’efficacia e l’equità delle politiche pubbliche”. A sottolinearlo è il presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo nell’audizione sulla Nadef davanti alle Commissioni Bilancio di Senato e Camera. Le stime della relazione evidenziano in media, nel triennio 2014-2016, un gap complessivo pari a circa 109,7 miliardi.

“Serve una riforma complessiva ed organica – ha dichiarato il commercialista Lamberto Mattei – i dati che si evincono dalla relazione e nello specifico riportati dall’Istat sono solo conferme di un quadro ormai già noto. Ed è un gatto che si morde la coda. L’evasione aumenta poichè c’è una distanza che cresce sempre di più nei rapporti tra fisco e contribuenti.

Servono nuovi metodi di approccio, tutto sta nel saper e dover tutelare i contribuenti italiani e metterli nelle condizioni di dover poter pagare il giusto. Ovvio che una riduzione delle tasse è la cura principale: favorirebbe incrementi di gettito e non delle riduzioni, poichè a costi di tasse accessibili l’evasione si ridurrebbe sensibilmente ed in breve tempo. Noi siamo impegnati a tutto campo e continueremo a tutelare i contribuenti presentando proposte di legge ed approfondimenti”.