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Decreto fiscale e legge di bilancio

By | Economia e finanza | No Comments

Dagli incentivi per la moneta elettronica e la lotteria degli scontrini alla semplificazione fiscale, dalla lotta all’evasione contributiva alle nuove sanzioni per gli evasori, il Decreto Fiscale (DL 26 ottobre 2019, n. 124), insieme alla Legge di Bilancio, aiuterà  l’economia italiana a ripartire? Dubbi incertezze su provvedimenti che hanno un forte impatto sui cittadini italiani. Ma cerchiamo di capire meglio quale è la posizione del governo rispetto a questi intendimenti. Fonti ministeriali – spiega il commercialista Lamberto Mattei – evidenziano delle teorie che ovviamente sono da verificare poi nelle fasi applicative”. Sulla plastic tax in particolare il Ministro ha annunciato possibili revisioni.

Il Minstero delle Finanze sostiene quanto segue:

I due provvedimenti fanno parte di un pacchetto unico che punta a promuovere la modernizzazione del Paese, aggredendo la grande sacca di inefficienza che è l’evasione fiscale attraverso l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione dei pagamenti. Le misure anti-evasione valgono complessivamente tre miliardi di euro, risorse da destinare alle famiglie e ai lavoratori, agli investimenti ed al welfare. Anche grazie alle misure di contrasto all’evasione ed alle frodi fiscali, viene evitato alle famiglie italiane l’esborso di 541 euro all’anno, legato all’aumento dell’IVA previsto inizialmente nelle clausole di salvaguardia. Nel complesso, i due provvedimenti all’esame del Parlamento sostengono la crescita economica attraverso la riduzione della pressione fiscale (da non dimenticare l’abolizione del super ticket) per famiglie e imprese e il rilancio degli investimenti pubblici e privati, con il più grande piano di investimenti strategici della recente storia italiana per la riconversione dell’economia in chiave sostenibile.

L’incentivo ai pagamenti elettronici e le nuove limitazioni all’utilizzo del contante sono i cardini di un fisco più equo ed efficiente. Il Decreto Fiscale, introduce delle agevolazioni a favore degli esercenti sotto forma di credito di imposta pari al 30 per cento delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate mediante carte di credito, di debito o prepagate. Allo stesso tempo, a decorrere dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, la soglia di utilizzo del contante diminuisce dagli attuali 3.000 euro a 2.000, per assestarsi infine a 1.000 dal 1° gennaio 2022.

Lotteria degli scontrini

La lotteria degli scontrini incentiva i consumatori a chiedere lo scontrino agli esercenti, che devono trasmetterlo in via telematica. Su ogni acquisto effettuato dal consumatore finale (non valgono ad esempio gli acquisti di merci da parte dei commercianti) verranno emessi dei biglietti virtuali per partecipare alle estrazioni dei premi. Chi pagherà con la moneta elettronica parteciperà all’estrazione di premi dedicati più ingenti e frequenti rispetto a coloro che pagheranno con il contante. Inoltre nel caso di estrazioni cosiddette “cashless”, un premio verrà attribuito anche all’esercente che avrà battuto lo scontrino vincente. A breve sarà disponibile un sito dedicato in cui i cittadini potranno controllare i biglietti loro assegnati e le estrazioni della lotteria. I premi non saranno sottoposti a prelievo erariale.

Semplificazione fiscale

A partire dalle operazioni IVA effettuate dal 1° luglio 2020, in via sperimentale, nell’ambito di un programma di assistenza on line basato sui dati delle operazioni acquisiti con le fatture elettroniche e con le comunicazioni delle operazioni transfrontaliere, nonché sui dati dei corrispettivi acquisiti, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei soggetti passivi dell’IVA residenti e stabiliti in Italia, in un’area riservata del suo sito internet, le bozze di una serie di documenti utili ai contribuenti. Tra questi, le comunicazioni delle liquidazioni periodiche dell’IVA, la dichiarazione annuale dell’IVA, e in caso di ritardato, omesso o insufficiente versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche, l’ammontare dell’imposta e della sanzione amministrativa.

Lotta alle frodi nel settore dei carburanti

Il Decreto Fiscale aumenta le misure antifrode nel settore dei carburanti. L’Italia, infatti, continua ad essere interessata da importanti traffici fraudolenti su grandi volumi di carburanti per autotrazione ad un prezzo inferiore a quello ordinariamente praticabile, se non addirittura sotto costo. Questo avviene soprattutto attraverso l’evasione dell’IVA e dell’accisa, sfruttando le pieghe della legislazione sulla libera circolazione dei prodotti tra i Paesi dell’Ue.

 

Informatizzazione
Viene innanzitutto rafforzato il sistema di informatizzazione e monitoraggio per via telematica delle movimentazioni dei prodotti sottoposti ad accisa in regime sospensivo (sistema EMCS), con l’introduzione di un termine temporale più restrittivo (ventiquattr’ore dal momento in cui i prodotti sono presi in consegna dal destinatario) rispetto all’attuale. Sono stati, inoltre, resi più stringenti e uniformi i requisiti di affidabilità e onorabilità dei soggetti che operano nella filiera distributiva.

Tracciabilità
Un nuovo sistema di tracciabilità dei prodotti classificati come oli lubrificanti è stato inserito per contrastarne la vendita illecita come carburanti per autotrazione o, in misura minore, come combustibili per riscaldamento. Tali prodotti saranno individuati mediante i relativi codici di nomenclatura combinata, e avranno l’obbligo di circolare nel territorio nazionale con la scorta di un “Codice amministrativo di riscontro”, emesso dal sistema informatizzato dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, da annotare sulla prescritta documentazione di trasporto.

Estensione del sistema Infoil
Il sistema Infoil, sistema informatizzato di controllo in tempo reale del flusso delle movimentazioni dei prodotti sottoposti ad accisa (benzina e gasolio usato come carburante), già adottato presso gli impianti di produzione nazionali, è stato esteso anche ai depositi fiscali mero stoccaggio dei prodotti energetici. Lo scopo è quello di rendere più efficienti ed uniformi le procedure di controllo rispetto a quelle già vigenti presso le raffinerie e gli stabilimenti di produzione di prodotti energetici. La nuova dotazione strumentale consentirà all’Amministrazione finanziaria di effettuare, tramite l’accesso autonomo e diretto alle telemisure installate sui serbatoi dei carburanti, il controllo dell’accertamento quantitativo degli stessi con una precisione superiore a quella attualmente consentita dalle misure manuali.

Presentazione telematica del DAS nella filiera distributiva dei carburanti
La misura prevede l’obbligatorietà di presentare esclusivamente in forma telematica il DAS (Documento Amministrativo Semplificato) previsto per la circolazione di gasolio e benzina per uso carburazione. L’obbligo renderà più difficoltosa la falsificazione di tali documenti e rendendo così più difficoltosa la falsificazione di tali documenti e, quindi, l’illecita immissione in consumo dei carburanti nel territorio dello Stato.

Trasmissione telematica dei dati di contabilità dei soggetti obbligati e dei distributori nel settore dell’energia elettrica e del gas naturale
La disposizione è volta a garantire la trasmissione telematica dei quantitativi di energia elettrica e di gas naturale fatturate da parte dei venditori e quelle fornite a ciascun venditore da parte dei distributori. Ciò al fine di consentire all’Amministrazione finanziaria di acquisire, con maggiore tempestività rispetto all’attuale cadenza annuale, le informazioni utili ai controlli.

Maggiori controlli sui giochi d’azzardo (agenti sotto copertura)

Vengono introdotte alcune norme che regolamentano in maniera più strutturata il settore dei giochi. Tre gli obiettivi principali: combattere le infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore, contrastare la diffusione del gioco illegale, arrivare ad un’offerta più razionale di gioco pubblico sul territorio. La prima misura è l’istituzione, a decorrere dall’esercizio 2020, del Registro unico degli operatori del gioco pubblico presso l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Al fine di rendere maggiormente tracciabili i flussi di pagamento, di contrastare l’evasione fiscale e le infiltrazioni della criminalità organizzata, le società emittenti carte di credito, gli operatori bancari, finanziari e postali non potranno procedere al trasferimento di denaro a favore di soggetti che offrono giochi, scommesse o concorsi pronostici con vincite in denaro, sprovvisti di concessione, autorizzazione, licenza o altro titolo autorizzatorio. Viene inoltre introdotta una fattispecie di agente sotto copertura per contrastare le violazioni in materia di gioco pubblico, in particolare, quelle relative al divieto di gioco dei minori. Sarà possibile effettuare operazioni sotto copertura di gioco a distanza o presso locali delle sale giochi.

Lotta all’evasione contributiva di false cooperative e imprese

Alcune società, per evitare di assumere manodopera interna, delegano il reperimento delle risorse a imprese e cooperative fittizie, che non versando le ritenute sui redditi dei lavoratori e l’IVA svolgono l’attività economica a un costo inferiore a quello che verrebbe sostenuto dal committente, determinando oltre che un danno fiscale anche una turbativa della concorrenza. Inoltre la circostanza che i soggetti interposti non siano patrimonializzati e dunque non “aggredibili” con la riscossione coattiva, comporta l’impossibilità dell’Amministrazione finanziaria di recuperare le risorse finanziarie sottratte illecitamente.

Per contrastare tali e rilevanti fenomeni, che coinvolgono ampi settori del mondo produttivo, sono state previste due misure: la prima estende il regime del reverse charge (lo spostamento del carico tributario IVA dal venditore all’acquirente) agli appalti caratterizzati da prevalente utilizzo di manodopera; la seconda consiste nel contrasto all’omesso versamento di ritenute in presenza di appalti e subappalti e prevede che il debito di imposta sorga in capo alla società appaltante anche a fronte di ritenute maturate sulle retribuzione dei dipendenti delle società affidatarie o subappaltatrici. In sede di applicazione verranno valutati meccanismi per evitare di penalizzare ingiustamente gli operatori che rispettano le regole e agiscono in buona fede.

Nuova disciplina penale per gli evasori

Vengono inasprite le pene per gli evasori fiscali. L’intero pacchetto di misure, tuttavia, non entrerà in vigore subito, ma solo dopo la conversione in legge del decreto. Tra le novità, l’innalzamento della pena della reclusione da 6 fino a 8 anni per alcuni reati fiscali, come la dichiarazione fraudolenta o l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per importi sottratti al fisco superiori ai 100 mila euro.

Indebite compensazioni

Per contrastare il fenomeno, il Decreto Fiscale introduce il controllo preventivo delle compensazioni di crediti per imposte dirette effettuate tramite modello F24. In particolare la norma prevede che l’utilizzo in compensazione dei crediti d’imposta che emergono dalle dichiarazioni relative alle imposte dirette sia subordinato: a) alla dichiarazione dalla quale emerge il credito, per importi del credito superiori a 5 mila euro annui; b) alla presentazione del modello F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, anche per i soggetti non titolari di partita IVA. Aggiungendo il requisito della preventiva presentazione della dichiarazione da cui emerge il credito, sarà possibile rendere ancora più efficace e tempestiva l’attività di controllo, in quanto, già in fase di ricezione del modello F24, verrà stabilito se il credito compensato sia vistato e non superi il credito dichiarato; di conseguenza, saranno scartati all’origine i modelli F24 che contengano compensazioni di crediti non vistati oppure eccedenti l’importo dichiarato, riducendo l’onere per il bilancio dello Stato in termini di spesa. In questo quadro è previsto il rafforzamento della collaborazione tra l’Agenzia delle Entrate, l’Istituto Nazionale Previdenza Sociale (INPS) e l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL), che potranno inviare all’Agenzia delle Entrate segnalazioni qualificate relative a compensazioni che presentano profili di rischio, ai fini del recupero del credito indebitamente compensato.”

Limiti al denaro contante, il commercialista Lamberto Mattei: “idiosincrasia incomprensibile e dannosa”

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Roma – Con decorrerenza primo gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2021 il divieto per l’utilizzo del contante è fissato a 2.000 euro. A decorrere dal primo gennaio 2022 il divieto scatta a 1.000 euro. È la soglia confermata nell’ultima bozza del decreto fiscale in materia di modifiche al regime di utilizzo del contante.

La norma, spiega la relazione illustrativa, introduce modifiche volte a ridurre progressivamente la soglia. Lo fa secondo una logica transitoria spalmata sul prossimo biennio, dapprima a 2.000 euro e successivamente a 1.000 euro. Così limita le transazioni in denaro contante che possono essere effettuate al di fuori del circuito degli intermediari bancari e finanziari abilitati.

La norma vigente prevede il divieto di trasferire denaro contante e titoli al portatore in euro e in valuta estera per un valore complessivamente pari o superiore a 3.000 euro. La disposizione, si legge nella relazione tecnica, non produce nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, essendo peraltro assistita da una regime transitorio capace di neutralizzare qualsiasi effetto a regime.

“Può essere giusto incentivare i pagamenti con i sistemi elettronici – commenta il commercialista Lamberto Mattei – ma questa idiosincrasia verso il contante è incomprensibile e soprattutto dannosa per la collettività nazionale”.

Cambia il regime di tassazione per i forfettari fino a 65 mila euro torna la determinazione dei ricavi in modo analitico

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Roma – Cerchiamo di capire come stiano le cose relativamente alla flat tax. Una ricerca dello Studio Associato Sarcc di cui è founder il commercialista Lamberto Mattei evidenzia quanto segue: “il regime di tassazione agevolato e semplificato per le piccole partite Iva. La scelta del governo è definitiva, perché è messa nero su bianco nel Def, il Documento di economia e finanza, che il Consiglio dei Ministri ha varato stanotte e contiene l’ossatura della legge di Bilancio e del Decreto fiscale collegato.

Per i forfettari fino a 65 mila euro, rimane l’aliquota fissa al 15%, ma non ci sarà più il metodo presunto per determinare il reddito su cui calcolarla: l’ammontare dei costi e ricavi si otterrà in modo analitico, come avveniva in passato e come avviene per i contribuenti che non applicano questo regime.

Viene  meno dunque questa importante semplificazione che consentiva alle imprese ed ai professionisti in regime forfettario di non dover tenere libri e registri contabili e di non essere tenuti a conservare le fatture di acquisto, perché i costi venivano determinati in percentuali fisse che ora sono praticamente annullate.

Ma oltre questo si profilano altri adempimenti collegati alla legge di Bilancio, ossia l’obbligo  per queste partite Iva di istituire un conto corrente specifico e dedicato  al fine di raccogliere e gestire tutti i movimenti dell’attività svolta: così i versamenti degli incassi e i prelievi per le necessità del titolare verranno automaticamente tracciati e confluiranno nella Superanagrafe dei conti correnti. Non ci sarà più possibilità di “confusione” tra conti correnti personali e movimenti dedicati all’attività aziendale o professionale. Tutto emergerà chiaramente e subito agli occhi del Fisco.

La lotta all’evasione dunque ha prevalso sulla semplificazione: va avanti l’analiticità delle registrazioni contabili e soprattutto vengono potenziati i maggiori controlli. Nel mirino, ora, ci sono due milioni di piccoli imprenditori e di professionisti che finora erano immuni proprio grazie alla flat tax di cui ora rimane solo il nome.

Tra le altre novità che cambiano questo sistema di tassazione, c’è anche la riduzione delle soglie sull’acquisto dei beni strumentali e sui costi del personale assunto: proprio un anno fa, i vecchi limiti erano scomparsi, come quello del tetto di 5 mila euro per i compensi a dipendenti aziendali e collaboratori di studio, mentre adesso si punta a reintrodurli, ponendo di fatto uno sbarramento per chi ha personale alle dipendenze e si vedrà preclusa la tassazione agevolata al 15%.

La piccola consolazione è che la stretta non dovrebbe riguardare le startup, le nuove imprese entro i primi 5 anni di attività. Inutile dire che, come avevamo già anticipato nei giorni scorsi, il Governo ha definitivamente abbandonato l’estensione della flat tax con aliquota agevolata per le partite Iva con ricavi da 65 mila a 100 mila euro, che avrebbe dovuto costituire la “fase 2” del sistema ed entrare in vigore all’inizio del prossimo anno.”

Nel 2020 previste in aumento le entrate tributarie per tre miliardi di euro

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Roma – In base agli ultimi dati di monitoraggio resi noti dal commercialista Lamberto Mattei in seguito ad una ricerca dello Studio Associato Sarcc – ammonta a circa 10,7 miliardi di euro il gettito versato lo scorso 30 settembre dai contribuenti ai quali si applicano gli ISA e dai c.d. forfettari. “Nel complesso, a livello di Pubblica Amministrazione, – spiega Mattei –  le proiezioni 2019 dei risultati dell’autoliquidazione (comprensivi delle imposte sostitutive e delle compensazioni), elaborate sulla base dei versamenti del 30 settembre, mostrano per l’anno in corso uno scostamento positivo di 1.460 milioni di euro rispetto alle previsioni su base annua incluse nella Nota di Aggiornamento del Documento di economia e finanza.

Va segnalato che lo scostamento positivo rappresenta una stima estremamente prudenziale del gettito atteso dai contribuenti che alla scadenza del 30 settembre hanno scelto di rateizzare il versamento (entro la scadenza del 16 novembre), ovvero di versare con una maggiorazione dello 0,4% il 30 ottobre (in unica soluzione o in due rate entro il 16 novembre).

Il dato non rappresenta una novità assoluta e imprevista: in questo senso le stime del governo sulle entrate derivanti dal miglioramento della tax compliance inserite nella Nadef erano prudenziali. Gli ultimi dati disponibili confermano l’impostazione prudente di tali stime e consentono di registrare importanti entrate nel Bilancio dello Stato. In particolare, con il differimento previsto nel decreto legge fiscale in procinto di essere varato dal Consiglio dei ministri al 16 marzo 2020 del pagamento della rata del 16 novembre 2019, si prevedono maggiori entrate nel prossimo anno per circa 3 miliardi di euro.

Lo staff dello Studio Associato Sarcc, sempre verso gli orizzonti della professionalità di settore

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Roma – Uno staff di professionisti veri caratterizza lo Studio Associato Sarcc di cui è founder il commercialista Lamberto Mattei associato con la dr.ssa Antonina Tricamo, la dr.ssa Silvia Pesaresi. Una struttura che guarda al futuro e che lavora con un gioco di squadra settoriale per fornire assistenza ed alta professionalità di settore a 360°. Nel settore della consulenza fiscale, tributaria e del lavoro lo Studio Associato ha organizzato una rete a livello nazionale ed estero dove il confronto ed il continuo studio delle normative consente di individuare le giuste soluzioni in questi contest.
La sinergia con tutti i partner dello Studio Associato è l’elemento fondante di un crescente successo nella pianificazione e nel controllo di gestione delle imprese, per la crescita e la tutela dei contribuenti in generale.

Una struttura nella quale le risposte ai quesiti sono immediate, e la ricerca di soluzioni per le criticità che insorgono costituiscono uno dei punti di forza di alta professionalità. Ecco la presentazione del nuovo assetto dello Studio Associato Sarcc:

Nuovo incarico nazionale: il commercialista Lamberto Mattei nominato responsabile credito e servizio del C.o.m.p.i.e.

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Roma 11 Ottobre 2019 – Si è svolta ieri in Roma presso la sede Nazionale della Confederazione Medie e piccole imprese europee, la riunione della giunta esecutiva. In tale occasione il presidente della medesima confederazione, ha proposto ed ottenuto l’approvazione all’unanimità della nomina del Responsabile Nazionale credito e servizi. La figura individuata per tale incarico è stata quella del dottor Lamberto Mattei, da sempre impegnato in attività di ricerca e di tutela per le piccole e medie imprese. “Sono onorato di questa nuova investitura – ha dichiarato Mattei alla stampa – e sono sicuro che in questo percorso della Confederazione si possano cogliere importanti obiettivi sinergici per le imprese italiane. Il contesto di azione della C.o.m.p.i.e. è infatti di livello europeo, e questo ci consente di confrontarci con i diversi sistemi contributivi delle varie nazioni. Ma oltre a questo – conclude Mattei – è importante cogliere le opportunità in rete per le nostre piccole e medie imprese italiane, attraverso forme di credito e servizi innovativi in generale per la loro crescita”.

 

Relazione sull’economia: alta evasione pesa sulla crescita. Mattei: “i contribuenti vanno tutelati”

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Roma 8 ottobre 2019 – I dati contenuti nella Relazione sull’economia non osservata allegata alla Nota di aggiornamento al Def “mostrano la persistenza di livelli elevati di evasione fiscale e contributiva, aspetti critici per il rafforzamento della capacità competitiva e di crescita del nostro Paese e per l’efficacia e l’equità delle politiche pubbliche”. A sottolinearlo è il presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo nell’audizione sulla Nadef davanti alle Commissioni Bilancio di Senato e Camera. Le stime della relazione evidenziano in media, nel triennio 2014-2016, un gap complessivo pari a circa 109,7 miliardi.

“Serve una riforma complessiva ed organica – ha dichiarato il commercialista Lamberto Mattei – i dati che si evincono dalla relazione e nello specifico riportati dall’Istat sono solo conferme di un quadro ormai già noto. Ed è un gatto che si morde la coda. L’evasione aumenta poichè c’è una distanza che cresce sempre di più nei rapporti tra fisco e contribuenti.

Servono nuovi metodi di approccio, tutto sta nel saper e dover tutelare i contribuenti italiani e metterli nelle condizioni di dover poter pagare il giusto. Ovvio che una riduzione delle tasse è la cura principale: favorirebbe incrementi di gettito e non delle riduzioni, poichè a costi di tasse accessibili l’evasione si ridurrebbe sensibilmente ed in breve tempo. Noi siamo impegnati a tutto campo e continueremo a tutelare i contribuenti presentando proposte di legge ed approfondimenti”.

Federcontribuenti: il commercialista Lamberto Mattei è il delegato nazionale per le piccole e medie imprese

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Roma – Da sempre impegnato a tutto campo a difesa dei contribuenti e dei consumatori, e così è arrivata la nomina ufficiale per il dottor Lamberto Mattei, quale delegato nazionale ai rapporti con le piccole e medie imprese da parte di Federcontribuenti Nazionale. La federazione italiana a tutela degli stessi contribuenti e consumatori, ha investito il dottor Mattei di questo incarico nell’ambito del consiglio nazionale svolto a Roma lo scorso 27 settembre 2019.

Il conferimento è stato stabilità all’unanimità del direttivo nazionale formato dal Presidente dott. Marco Paccagnella, dal segretario Generale dott. Filippo Fordellone, dal Direttore generale Dott. Marco Alberto Zanetti  e dal coordinatore Nazionale Vincenzo Tagliareni.

“Sul nome del dottor Mattei – ha commentato il dott. Filippo Fordellone – c’è stata una corale unanimità – in quanto lo stesso apprezzato professionista ogni giorno è in azione insieme al suo staff per individuare soluzioni e criticità normative e procedurali per l’interesse dei contribuenti italiani. Va anche sottolineato – ha concluso Fordellone – quanto sia rilevante l’attività del commercialista Lamberto Mattei nel contest di proposte di legge, analisi e costante pubblicazioni di ricerche ed aggiornamenti di settore, volte e mirate ad informare l’opinione pubblica su opportunità talvolta poco note ai cittadini italiani”.

Soddisfazione è stata espressa dal Presidente dott. Marco Paccagnella e da tutto il Direttivo Nazionale di Federcontribuenti.

“Accetto questo prestigioso incarico – ha affermato il dottor Lamberto Mattei – in Federcontribuenti per la quale profonderò il mio massimo impegno finalizzato sia al bene dell’organizzazione territoriale nazionale, che delle stesse piccole e medie imprese. Categoria quest’ultima che necessita di particolare attenzione poichè costituisce la base di una economia quotidiana. Ringrazio dunque per la fiducia – ha concluso Mattei – che onorerò con i fatti e con il lavoro di squadra con obiettivi comuni sempre legati alla crescita del bene pubblico”.

 

In arrivo detrazioni fiscali e incentivi solo per chi usa bancomat o carta di credito?

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Roma – Il punto interrogativo è d’obbligo perchè finora si tratta di una proposta lanciata dal Premier Conte, ma cerchiamo di capire – spiega il commercialista Lamberto Mattei – qualcosa in più sulle motivazioni in linea generale. Stando alle prime interpretazioni non si tratta quindi di tasse che puniscano l’uso del contante, ma di sconti fiscali come incentivo a usare bancomat e carte di credito nelle operazioni quotidiane, dal pagamento dell’idraulico alla spesa al negozio. Il premio sarà una detrazione fiscale, cioè un rimborso di una percentuale dei pagamenti?  E una forma di premialità sarà concessa anche a quegli esercenti che passeranno dall’incasso del contante all’utilizzo del Pos: riceveranno un credito di imposta in modo da rendere sostenibili i costi per l’installazione e la gestione dei dispositivi.
Non solo: si punta ad azzerare la commissione a carico dei commercianti per le spese fino a 5 euro, e a ridurla notevolmente per quelle fino a 25 euro.

La convenienza scatterebbe se il ricorso agli strumenti elettronici diventasse la condizione per poter fruire delle attuali detrazioni Irpef, sulle spese mediche, universitarie e tutte le altre. In pratica, lo sconto fiscale del 19% spetterebbe solo a chi usa una carta elettronica per pagare il medico, la palestra dei figli, le spese funebri o quelle dell’università. Esattamente come avviene oggi con le agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie e il risparmio energetico, oggi riconosciute solo se il pagamento avviene con bonifico bancario. Altro strumento, che potrebbe essere introdotto all’inizio del 2020, è la card unica.  L’attuale carta di identità elettronica dovrebbe assorbire nel medio periodo la tessera sanitaria, l’identità digitale, la patente e forse anche la tessera elettorale e il badge dei dipendenti pubblici. E verrebbe dotata di una funzione di pagamento per operare come una sorta di borsellino elettronico. Non servirà necessariamente disporre di un conto corrente bancario, perché la card verrebbe collegata a un più semplice conto di pagamento (per il quale con la legge di bilancio scatterebbe l’esenzione dall’imposta di bollo) e avrebbe la possibilità di essere caricata anche dal tabaccaio.