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Maggio 2026

Artigiani soffocati da tasse e debiti, l’allarme di Confimprese Roma Capitale: “Servono interventi immediati”

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Cresce l’allarme nel mondo dell’artigianato italiano, sempre più schiacciato dal peso del sovraindebitamento, della pressione fiscale e delle difficoltà economiche che negli ultimi anni hanno colpito migliaia di piccole attività. Un fenomeno che riguarda da vicino anche Roma e il Lazio e che oggi rischia di travolgere interi comparti produttivi, con conseguenze economiche e sociali sempre più evidenti.

A lanciare l’allarme è Lamberto Mattei, presidente di Confimprese Roma Capitale, da tempo impegnato in un’attenta attività di monitoraggio e analisi delle criticità che colpiscono le micro, piccole e medie imprese, con particolare attenzione al settore artigiano.

Secondo Mattei, molte aziende si trovano oggi intrappolate in una spirale che parte dalla crisi di liquidità e arriva fino alla chiusura definitiva dell’attività, spesso aggravata da procedimenti giudiziari e contenziosi fiscali impossibili da sostenere. Alla base della crisi vi sarebbero diversi fattori: l’eccessiva pressione fiscale, l’aumento dei costi di gestione, il caro energia, le difficoltà di accesso al credito e le conseguenze di eventi personali o familiari come malattie, separazioni o improvvisi blocchi dell’attività lavorativa.

Una situazione che trova conferma anche nei dati emersi da recenti analisi sul sovraindebitamento delle piccole imprese italiane, dove il profilo più ricorrente è proprio quello dell’artigiano o piccolo imprenditore costretto a chiudere l’attività lasciando però aperte esposizioni con fisco, banche e contributi previdenziali.

“Troppi artigiani stanno vivendo una condizione di forte sofferenza economica e psicologica – dichiara Mattei –. Parliamo di imprenditori che hanno sempre lavorato con sacrificio e dignità e che oggi si trovano schiacciati da debiti accumulati spesso non per cattiva gestione, ma per eventi straordinari, crisi di mercato o difficoltà personali. In molti casi, dopo la chiusura dell’attività, i debiti restano interamente sulle spalle delle famiglie”.

Il presidente di Confimprese Roma Capitale sottolinea come il fenomeno non possa più essere affrontato soltanto come un’emergenza individuale, ma debba diventare una priorità politica e istituzionale nazionale.

“È necessario aprire immediatamente un tavolo tecnico permanente con Governo, istituzioni, associazioni di categoria e professionisti del settore – aggiunge Mattei – per individuare strumenti concreti di tutela e prevenzione. Servono misure fiscali sostenibili, maggiore accesso agli strumenti di composizione della crisi, percorsi di accompagnamento per gli imprenditori in difficoltà e una vera semplificazione burocratica. Non possiamo permettere che migliaia di imprese artigiane spariscano nel silenzio generale”.

Secondo Confimprese Roma Capitale, il rischio concreto è quello di un progressivo impoverimento del tessuto produttivo locale, soprattutto nei territori dove l’artigianato rappresenta ancora un presidio economico, occupazionale e sociale fondamentale.

“Difendere l’artigianato significa difendere identità, lavoro e comunità – conclude Mattei –. Le piccole imprese non chiedono assistenzialismo, ma condizioni per poter lavorare, produrre e restare competitive senza essere soffocate dal peso fiscale e dal debito”.

Negli ultimi anni, inoltre, le richieste di accesso alle procedure di composizione della crisi e di liquidazione controllata risultano in costante aumento, segnale evidente di una fragilità economica ormai diffusa tra piccoli imprenditori e artigiani.

Mattei: “Le PMI vanno ascoltate, servono norme costruite con chi fa impresa”

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Il dottor Lamberto Mattei, commercialista e presidente di Confimprese Roma Capitale, è da anni impegnato nel confronto con istituzioni e legislatore sui temi della tutela delle piccole e medie imprese. In questa intervista affronta le principali criticità del sistema produttivo italiano, sottolineando l’importanza di una sinergia costante tra politica, competenze tecniche e rappresentanze imprenditoriali.

Dottor Mattei, oggi quali sono le principali difficoltà che incontrano le piccole e medie imprese italiane?

“Le difficoltà sono molteplici e spesso si intrecciano tra loro. Le PMI si trovano a dover affrontare un quadro normativo complesso, continui cambiamenti fiscali, costi energetici elevati, difficoltà di accesso al credito e una burocrazia che in molti casi rallenta investimenti e crescita. A questo si aggiunge la necessità di affrontare le sfide della digitalizzazione e della transizione ecologica senza avere sempre strumenti adeguati. Le imprese chiedono soprattutto stabilità normativa e tempi più rapidi nelle decisioni amministrative”.

Lei insiste spesso sulla necessità di una collaborazione tra politica e competenze tecniche. Perché è così importante?

“Perché le norme che incidono sulle imprese devono nascere da un confronto concreto con chi conosce realmente il tessuto produttivo. La politica svolge un ruolo fondamentale, ma senza il contributo tecnico di professionisti, associazioni di categoria e operatori economici si rischia di creare provvedimenti difficili da applicare o poco aderenti alla realtà. Noi crediamo molto nel dialogo istituzionale permanente: solo attraverso una collaborazione seria tra Governo, Parlamento, enti locali e parti tecniche si possono costruire soluzioni efficaci e durature”.

Confimprese Roma Capitale viene spesso definita un osservatorio permanente sulle criticità delle imprese. In cosa consiste questo lavoro?

“Abbiamo costruito negli anni una rete di ascolto molto ampia che oggi non riguarda più soltanto Roma e il Lazio, ma anche altre regioni italiane. Raccogliamo quotidianamente segnalazioni da imprenditori, professionisti e operatori economici su problemi fiscali, normativi, occupazionali e amministrativi. Questo ci consente di individuare criticità concrete e di elaborare proposte operative da sottoporre alle istituzioni. Il nostro obiettivo non è limitarci alla denuncia dei problemi, ma avanzare soluzioni praticabili”.

Quali sono i temi sui quali state lavorando maggiormente in questo momento?

“Stiamo seguendo con grande attenzione il tema della crisi d’impresa, della semplificazione fiscale, del sostegno alle attività commerciali di prossimità e della formazione professionale. C’è poi tutto il capitolo legato all’innovazione tecnologica e all’intelligenza artificiale, che rappresentano una grande opportunità ma richiedono regole chiare e percorsi di accompagnamento per le PMI. Anche il rapporto tra imprese e sostenibilità ambientale dovrà essere affrontato con equilibrio, evitando che nuovi obblighi diventino un peso insostenibile per le aziende più piccole”.

Secondo lei cosa serve oggi per rafforzare davvero il sistema produttivo italiano?

“Serve una visione di lungo periodo. Le imprese non possono vivere nell’incertezza continua. Occorrono interventi strutturali su fiscalità, credito, infrastrutture e lavoro. Ma soprattutto serve una cultura della collaborazione istituzionale. Quando politica, tecnici e rappresentanze produttive lavorano insieme si possono ottenere risultati importanti. Le PMI sono il motore economico del Paese e meritano di essere sostenute con strumenti concreti e non soltanto con annunci”.

Che ruolo può avere Confimprese Roma Capitale in questo scenario?

“Vogliamo continuare a essere un punto di riferimento credibile e operativo per le imprese. Confimprese Roma Capitale intende rafforzare il proprio ruolo di collegamento tra il mondo produttivo e le istituzioni, favorendo confronto, proposta e assistenza concreta agli imprenditori. In una fase economica così delicata, crediamo che ascolto, competenza e capacità di mediazione siano elementi indispensabili per aiutare le aziende a crescere e creare occupazione”.